Ascensore inclinato fermo da un anno, intanto i vandali lo distruggono. E le telecamere non funzionano

Ascensore inclinato fermo da un anno, intanto i vandali lo distruggono. E le telecamere non funzionano
di Gianpaolo Russo
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Giovedì 17 Febbraio 2022, 09:30 - Ultimo aggiornamento: 14:41

Nuovo raid vandalico nella stazione a valle dell'ascensore inclinato di Frosinone, fermo da quasi un anno.
Ignoti nella notte di martedì hanno letteralmente distrutto le porte d'ingresso. Una è stata addirittura divelta e gettata nei seminterrati. Sfondati anche i vetri. I vandali quindi si sono intrufolati all'interno degli uffici e hanno distrutto tutto quello che era possibile distruggere.

Non contenti, hanno preso sedie, mobili e computer degli uffici e li hanno gettati nel sottostante fiume Cosa. I vandali se la sono presa anche con le staccionate che delimitano l'area: le hanno dapprima divelte e poi anche queste gettate lungo i pendii del fiume. Non è stato neppure risparmiato un cestino dei rifiuti, anch'esso sradicato alla base della sede stradale e poi gettato nel fiume.

Ieri, avvertiti dal responsabile dell'esercizio incaricato dalla società che gestisce l'impianto (la Cialone spa tour), sono intervenuti anche le forze dell'ordine e la polizia scientifica alla ricerca di eventuali indizi volti a risalire eventualmente ai responsabili.

Ancora una volta però le telecamere presenti sul posto non hanno potuto registrare alcuna presenza in quanto non funzionano. Un'assurdità visto che la stazione già nelle settimane scorse era stata fatta bersaglio dai vandali. Ma perché queste telecamere non funzionano mai? «Non sono rotte - spiegano dal comune - ma sono state disattivate perché non c'è più l'alimentazione elettrica che è stata sospesa dal momento in cui l'ascensore non funziona più».

Con il blocco dell'impianto di risalita, ormai da quasi un anno, si è deciso di dismettere anche la videosorveglianza, sebbene l'area, non da ieri, si sia rivelata alquanto critica. Quello di martedì, sebbene il più grave, non è stato un caso isolato. Almeno altri due gli episodi negli ultimi mesi. Questo però non ha spinto a prendere i dovuti accorgimenti, se non altro per individuare i responsabili. E pensare che la videosorveglianza dovrebbe essere uno strumento per contrastare proprio il danneggiamento dei beni della collettività. 

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