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La Certosa di Trisulti ostaggio delle carte bollate, le guide turistiche: «L'abbazia deve riaprire»

Venerdì 12 Giugno 2020
la certosa di Trisulti

«La Certosa di Trisulti va riaperta». E’ questo l’ appello che arriva dall’associazione Guide Turistiche Italiane che chiede con forza la possibilità di tornare a fare il proprio lavoro e di poter accedere con i turisti all’antico gioiello cistercense di Collepardo. A parlare è Claudia Sonego, vice presidente e referente per il Lazio, che ribadisce la non volontà di entrare nella complessa vicenda legale che sta coinvolgendo la Certosa di Trisulti  da due anni, puntando al solo obiettivo dell’immediata riapertura.

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«L’associazione nazionale di guide turistiche esprime tutta la sua preoccupazione per le sorti del sito storico-artistico e religioso, dettate dal timore che tutela e valorizzazione della certosa passino in secondo piano. Non intendiamo esprimerci - afferma la Sonego - sugli aspetti della querelle che contrappone l’attuale gestore, l’associazione Dhi, al Mibact e ad altre associazioni, sfociata in un’aggrovigliata vicenda legale. Certo è che non possiamo fare a meno di sottolineare come Trisulti abbia perso quel ruolo di luogo attrattore, di punto di riferimento per la cultura e del turismo dell’area frusinate».

Del resto non si può negare che negli ultimi anni si sia solo parlato di ricorsi, sentenze, avvocati e tribunali e poco o nulla di promozione per un luogo che, da sempre, ha attirato turisti e pellegrini. «Nonostante il periodo di lockdown sia terminato – prosegue la vicepresidente di GTI - e tutti i siti turistici abbiano riaperto i battenti al pubblico seppur con le dovute cautele, Trisulti continua a rimanere chiusa e, quindi, esclusa da ogni possibilità di ripartenza, senza visite. È fondamentale - conclude Claudia Sonego - ripensare l’idea di valorizzazione della certosa, che, così com’è impostata oggi, evidentemente non funziona. Occorre rivedere i piani di marketing e lo studio dell’immagine, appoggiandosi a quelle risorse e a quelle professionalità che pur esistono ed operano sul territorio. Dobbiamo scongiurare il rischio che Trisulti perda ulteriormente appeal e visitatori, stavolta allontanati non dalla rigorosa disciplina dell’ordine certosino, ma da strategie manchevoli quando non assenti del tutto». 

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Dal Dhi, più volte recentemente il direttore Benjamin Harnwell ha dichiarato di essere in contatto con altre strutture monastiche e religiose del territorio per capire se e quando si potrà riaprire al pubblico, viste le tante restrizioni legate alle norme anti contagio da Coronavirus. Ricordiamo che oggi DHI è preso tra i fuochi di vari procedimenti giudiziari. Innanzitutto quello della Corte dei Conti che pretende il pagamento del canone del primo anno pari a oltre centomila euro e che il concessionario non intende versare in quanto la consegna effettiva del bene sarebbe avvenuta con quasi un anno di ritardo rispetto alla firma della convenzione.

In seconda battuta, il procedimento penale avviato dalla Procura di Roma che ha appena chiuso le indagini preliminari e chiede il giudizio per il DHI su ipotesi di illeciti nei documenti presentati in sede di gara. Da ultimo, il Consiglio di Stato dove probabilmente il Mibact farà ricorso in ultima istanza dopo la sconfitta al TAR di due settimane fa e che ha lasciato la comunità locale sotto shock. 
 

Ultimo aggiornamento: 14:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA