Truffa internazionale con le auto di lusso, sei arresti: come funzionava il sistema

Giovedì 17 Ottobre 2019 di Vincenzo Caramadre
In alcuni casi avrebbero manipolato i codici identificativi dei telai delle auto, dai quali si calcola l'Iva da pagare, in altri, invece, avrebbero dichiarato acquisti di auto da territori dell'Unione europea a fiscalità agevolata, come le isole Canarie, ma in realtà erano avvenuti in Spagna. La finalità sarebbe stata la stessa: immatricolare auto di lusso come utilitarie per frodare il fisco ed essere particolarmente competitivi sul mercato. Con queste accuse la Guardia di Finanza di Isernia all'alba di ieri ha arrestato 23 persone che a, vario titolo, devono rispondere di associazione a delinquere, truffa, falso e frode fiscale. L'operazione «Galaxy» (il nome deriva dal telaio di un modello di auto, Ford Galaxy, utilizzato per vendere 64 Porsche) ha visto coinvolti anche 8 ciociari.

In carcere su ordine del gip di Isernia sono finite 13 persone: Aladino Saidi, 42 anni di Sora, Luigi Matrunola, 49 anni di San Vittore del Lazio, Michael Nardelli, 48 anni di Cervaro, Maria Luisa Bifulci, 54 anni di Isernia, Carmine Iannone, 50 anni di Isernia, Francesco Tedesco, 57 anni di Salerno, Alfonso Tedesco, 30 anni di Salerno, Raffaele Falanga, 65 anni di Napoli, Domenico De Sia, 47 anni di Salerno, Antonio De Sia, 50 anni di Salerno, Daniele Tanzella, 46 anni di Milano, Giacomo Imperato, 39 anni di Salerno, e Adelaide D'Auria, 35 anni di Salerno. Dieci ai domiciliari: Laila Saidi, 40 anni di Sora, Monir Saidi, 37 anni di Sora, Gioacchino Sacco, 43 anni di Cassino ma residente ad Aquino, Ottorino Bufalini, 55 anni di Ceccano, Massimiliamo Cucciniello, 53 anni di Fontana Liri, Argentina Tedesco, 33 anni di Salerno, Emanuele Coppola, 40 anni di Terracina, Alessandro Di Rienzo, 30 anni di Caserta, Gabriele Gugliotta, 39 anni di Torino, Silvana Sabrina Reinartz, 24 anni tedesca. È stato eseguito anche un decreto di sequestro preventivo per 7,5 milioni di euro (il mancato versamento dell'Iva) tra beni mobili e immobili, denaro, auto e quote societarie.

L'INCHIESTA
L'indagine è nata da controlli della Finanza di Isernia e dell'Agenzia delle entrate dopo il flusso di auto immatricolate in alcune agenzie della zona. Ben presto è stata scoperta la presunta frode per mancato versamento dell'Iva ai danni dell'Italia e della Ue. Il gruppo in sostanza, sfruttando le falle dei sistemi di controllo adottati dall'Agenzia delle entrate e dal ministero dei Trasporti, avrebbe utilizzato tecniche di falsificazione dei documenti. Ma c'è anche l'aspetto dell'illecita concorrenza. «Grazie all'indebito risparmio dell'Iva non versata, il sodalizio è risuscito ad acquisire una rilevante quota di mercato, costituendo delle vere e proprie posizioni dominanti nel mercato nazionale degli autoveicoli di lusso, con l'ovvia conseguenza della distorsione del principio di libera concorrenza», ha spiegato il procuratore di Isernia Carlo Fucci ieri in conferenza.

Le fiamme gialle hanno individuato il sistema e tracciato il presunto percorso di frode: dalla falsificazione documentale all'evasione transnazionale dell'Iva. Il gruppo avrebbe venduto 1.576 auto di lusso illecitamente immatricolate (tra cui Ferrari, Porsche, Jaguar, Mercedes, Audi, Bmw, Land Rover) ed emesso 51 milioni di euro di fatture inesistenti. In totale sono coinvolte 167 persone, 159 concessionarie e 9 società estere. A breve gli arrestati, assistiti dai loro legali tra i quali gli avvocati Emanuele Carbone, Gianluca Giannichedda, Pierluigi Taglienti e Marco Maietta, saranno interrogati dal gip. Ultimo aggiornamento: 18 Ottobre, 13:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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