Tragico incidente di caccia,
oggi l'autopsia sul giovane ucciso
dal colpo partito dal suo fucile

Venerdì 21 Dicembre 2018 di Vincenzo Caramadre
La consapevolezza e il dolore. È quello che rimane il giorno dopo la tragedia che si è consumata sui monti di Esperia dove, mercoledì mattina, durante una battuta di caccia al cinghiale è morto Placidino Villani, 31enne del posto, operaio Fca. Tanto dolore e incredulità tra amici e parenti per la morte di un giovane padre: tutti in queste ore si stanno stringendo alla famiglia di Placidino, alla compagna e alla bambina piccola che lascia.

Nel frattempo i carabinieri lavorano per ricostruire la dinamica di quanto avvenuto in alta quota a Monticelli. Una caduta a seguito della quale è partito un colpo dal suo fucile che lo avrebbe attinto mortalmente all’addome. Questa è la prima ricostruzione dei carabinieri. Si è trattato di un incidente di caccia cosiddetto «autonomo», vale a dire senza responsabilità di terze persone. Su questo si muovono gli accertamenti che i militari della Compagnia di Pontecorvo, diretti dal capitano Tamara Nicolai, coordinati della Procura di Cassino, stanno svolgendo in queste ore, ma elemento fondamentale sarà l’autopsia.

Questa mattina il pm Beatrice Siravo conferirà l’incarico al medico legale per eseguire l’autopsia. Forse già nel primo pomeriggio di oggi ci sarà l’accertamento tecnico non ripetibile all’obitorio dell’ospedale Santa Scolastica. Placidino Villani è morto a seguito del colpo che lo ha attinto all’addome, ma proprio dall’autopsia si dovrà capire la traiettoria del colpo e l’organo vitale colpito con la palla singola esplosa accidentalmente dal suo fucile calibro 12. Insomma l’autopsia dovrà chiarire le cause del decesso e aiutare la balistica. I carabinieri hanno sequestrato il fucile del ragazzo e ascoltato, come avviene in questi casi, tutte le persone presenti in quel momento nella zona. Nessuno si spiega come sia potuto accadere un incidente del genere.

Placidino conosceva quelle montagne. Appassionato di caccia sin dall’adolescenza, era un esperto maneggiatore di armi. Non a caso era lui il battitore, colui che segue i cani sulle tracce del cinghiale. La tragedia si è consumata mercoledì mattina a Monticelli di Esperia, nella zona Selvi, dove Placidino era arrivato per una battuta di caccia assieme ad altre persone, tra cui il padre Antonio, stimato infermiere della Casa della salute di Pontecorvo da pochi mesi in pensione. È toccato proprio a lui soccorrerlo per primo e fare la disperata chiamata di soccorso a carabinieri e 118. «Ho fatto visita alla famiglia - ha detto il sindaco di Esperia Giuseppe Villani - e mi sono stretto al loro dolore. Ci sono veramente poche parole da dire se non che la comunità rimane sotto shock per questa ennesima tragedia. Un anno terribile il 2018».

Dopo l’ennesimo incidente di caccia in Ciociaria è intervenuta l’Anuu, l’ente che si occupa di caccia e difesa dell’ambiente. «Insieme a Confagricoltura si sta lavorando ad una vera e propria scuola venatoria. L’obiettivo è formare i cacciatori e fornire loro tutti i mezzi necessari per renderli in grado di svolgere l’attività venatoria in tutta sicurezza», hanno spiegato dall’associazione Anuu.
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