Risse e spaccio, pugno duro della Questura sulla movida violenta: 11 sospensioni ai locali dall'inizio dell'anno

Il questore Condello
di Pierfederico Pernarella
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Venerdì 30 Settembre 2022, 07:25 - Ultimo aggiornamento: 1 Ottobre, 13:42

Dall'inizio dell'anno sono stati già undici i locali per i quali la Questura di Frosinone ha disposto la chiusura temporanea dell'attività per violazioni della normativa sulla pubblica sicurezza, dalle risse allo spaccio di droga: tre nel capoluogo, due a Fiuggi, tre a Sora, uno a Cassino, uno a Ceccano e un altro a Isola Liri. Non pochi.

Come si arriva all'adozione di simili provvedimenti? Perché? Ne abbiamo parlato con il questore Domenico Condello e il responsabile della Divisione della polizia amministrativa Carlo Bianchi. «Non adottiamo mai questi provvedimenti a cuor leggero - premette il questore - La sospensione dell'attività è sempre l'extrema ratio, soprattutto quando ci troviamo di fronte a fatti estremamente gravi o ad una serie di violazioni reiterate nel tempo per le quali c'erano già state diffide in precedenza».

È l'articolo 100 del Testo unico sulla pubblica sicurezza quello che consente al questore di sospendere l'attività di un locale, da 20 a 30 giorni. «L'articolo 100 - precisa il dirigente Bianchi - non è contro il proprietario di un locale, ma quando un esercizio pubblico diventa ritrovo di persone violente o che spacciano, anche all'insaputa del titolare, il questore deve intervenire».

L'attenzione è sulla movida violenta, anche se la stessa viene prestata a qualsiasi forma di intrattenimento, compresi quelli sportivi: «Non tolleriamo episodi di violenza, chi va in un locale o allo stadio deve sentirsi sicuro. Dobbiamo dare un freno anche perché viviamo in una società mediatica, dove c'è l'emulazione dei comportamenti negativi degli altri».

I CONTROLLI

Gli accertamenti su un locale partono in presenza di fatti di una certa gravità oppure dopo esposti o segnalazioni dei residenti. «Di frequente sono gli stessi cittadini disperati a chiederci di intervenire - racconta Bianchi - A quel punto, per verificare che le segnalazioni non siano campate in aria, noi controlliamo se nel locale in questione in passato siano intervenuti i carabinieri o le volanti. Quindi cerchiamo un primo approccio con il titolare, lo sollecitiamo ad adottare le soluzioni per evitare il ripetersi di situazioni spiacevoli, se ne ricorrono i presupposti in qualche caso eleviamo anche una sanzione amministrativa. Se poi tutti questi interventi preliminari non sono bastati ad eliminare i problemi, procediamo con la sospensione». Anche perché, prosegue Bianchi, «in tutti i casi in cui è stata disposta la sospensione dell'attività abbiamo registrato la mancata collaborazione dei proprietari: non avevano chiamato loro il numero di emergenza, non hanno fornito spiegazioni sui fatti e sulle persone coinvolte, non avevano sistemi video».

La Questura non procede subito con la mannaia, ma cerca sempre di trovare una soluzione condivisa prima di arrivare alle estreme conseguenze: «Non è mai un evento singolo a determinare la chiusura e prima si cerca sempre un confronto», ribadisce il questore.

A Fiuggi, ad esempio, dove sono stati chiusi due locali in piazza Spada teatro di violenti risse, è stato istituito un tavolo tecnico con il Comune e il dirigente del commissario di polizia. Gli esercenti sono stati sollecitati ad adottare misure preventive come la videosorveglianza o l'impiego di addetti alla sicurezza.

I RISCHI

Fatti tragici, come quello che è costato la vita a Emanuele Morganti nel marzo del 2017, invitano a prestare la massima attenzione alla movida violenta. In quel caso, ad esempio, il locale Mirò di Alatri, già prima di quella tragedia, era stato segnalato per episodi violenti. «Il mix rissa, alcol e droga è sempre pericoloso. Spesso i titolari dei locali ignorano che la vendita di alcol è vietata non solo ai minori, ma anche a clienti visibilmente ubriachi - ricorda Bianchi - Può bastare un nonnulla per accendere la miccia. In un caso ad esempio, durante una festa di compleanno con circa un centinaio di invitati, un semplice schizzo di spumante ha scatenato una rissa che è durata 10 minuti, con tutti i rischi che si possono immaginare. Nonostante il gran numero di invitati nel locale non c'era un addetto alla sicurezza. Se ce ne fosse stato uno è probabile che avrebbe potuto stemperare gli animi».

La gestione di un locale pubblico frequentato da centinaia di persone comporta numerose problematiche. Ecco perché il questore Condello tiene a rivolgere questo messaggio agli esercenti della provincia: «Se avete dei dubbi, venite in Questura, cercate un confronto e sicuramente troverete una risposta alle domande».

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