Serena, si avvicina l'ora dell'appello. Il giudice della sentenza in pensione: il saluto in tribunale

Serena, si avvicina l'ora dell'appello. Il giudice della sentenza in pensione: il saluto in tribunale
di Vincenzo Caramadre
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Domenica 25 Settembre 2022, 07:54 - Ultimo aggiornamento: 16:06

Il processo di primo grado si è chiuso con l'assoluzione di tutti gli imputati, ma la vicenda giudiziaria legata all'omicidio di Serena Mollicone, avvenuto 21 anni fa ad Arce, non è chiusa. La procura dopo la pausa estiva si è rimessa a lavoro in attesa di poter formalizzate l'appello. I magistrati (Beatrice Siravo e Maria Carmen Fusco) che hanno sostenuto l'accusa dinanzi alla corte d'assise di Cassino attendono il deposito delle motivazioni che - salvo proroga - dovranno essere notificate alle parti entro il 15 ottobre. Il pm Siravo, dopo l'applicazione per un anno presso la corte d'appello di Roma, in queste settimane è tornata alle piene funzioni presso la procura di Cassino. Nel valutare le possibili strade per l'appello, lette le motivazioni, ci dovrà essere la riflessione su quali punti, che la procura ha ritenuto granitici, la corte d'assise ha focalizzato l'attenzione per assolvere gli imputati. Quel è stata la valutazione data alle dichiarazioni del brigadiere Santino Tuzi, che, prima di suicidarsi, affermò dinanzi al pm dell'epoca di aver visto una ragazza, descrivendola come Serena, entrare in caserma la mattina del primo giugni 2001? Che valore è stato dato alla porta, che la procura ha indicato come arma del delitto? Ancora. Il movente, palesato in aula dai pm, individuato dalla procura nel litigio tra Serena e il figlio del maresciallo iniziato per strade e proseguito nella caserma ha retto alle valutazioni complessive dei giudici?
LA CERIMONIA
Nel frattempo il giudice che ha pronunciato la sentenza Massimo Capurso, magistrato di lunga esperienza, dal primo agosto scorso - quindici giorni dopo aver dato lettura del dispositivo della sentenza di assoluzione - è in pensione e il 30 settembre prossimo saluterà colleghi, avvocati e istituzioni nell'aula di corte d'assise del tribunale di Cassino. Sarà presente anche il presidente della corte d'appello di Roma Giuseppe Meliadò. Il congedo dalla toga lo renderà pubblico nella stessa aula in cui ha letto la sua ultima sentenza destinata a fare storia di cronaca giudiziaria. Un saluto per molti attesi all'interno del palazzo di giustizia di Cassino dove Capurso ha trascorso buona parte della sua carriera in magistratura e dove ha presieduto il tribunale oltre che la corte d'assise chiamata a trattare il caso dell'omicidio di Serena Mollicone.

La pensione del giudice Capurso era stata posticipata a dicembre 2020, quando, dopo il rinvio a giudizio dei cinque imputati per il caso della 18enne di Arce, e dinanzi ad una clamorosa carenza di giudici per la formazione della Corte d'assise, aveva annunciato: «Non vado in pensione, presiederò io il processo Mollicone». Spiegò anche: «Il 24 dicembre (del 2020, ndr) per evitare di affidare la presidenza della Corte d'Assise a un giudice civile, ho assunto il personale impegno della Presidenza della Corte d'assise ed ho rinviato le dimissioni dalla magistratura, già rassegnate il 25 settembre e a valere dal primo gennaio 2021».
IL SUCCESSORE
Ma in queste settimane si è aperta anche la successione al ruolo di presidente del tribunale. Sarebbero una decina i candidati, tra essi Francesco Mancini, presidente della sezione panale del tribunale di Frosinone che ha presieduto la corte d'assise che ha pronunciato la sentenza per l'omicidio di Willy Monteiro Duarte, con la quale sono state inflitte pesanti condanne per i quattro imputati (i fratelli Marco e Gabriele Bianchi sono stati condannati all'ergastolo, Francesco Belleggia a 23 anni di reclusione e 21 per Mario Pincarelli). A nominare il nuovo presidente del tribunale sarà il plenum del Consiglio superiore della magistratura, recentemente rinnovato, per cui uno dei primi atti riguarderà proprio Cassino.
 

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