Scuola politica di Bannon a Trisulti,
il Governo frena: «Le intenzioni
non sono coerenti con il progetto»

Sabato 26 Gennaio 2019 di Andrea Tagliaferri
l Governo “frena” sulla scuola politica sovranista ispirata a Steve Bannon in progetto alla Certosa di Trisulti. L’interpellanza urgente presentata dagli onorevoli Fratoianni e Fornaro alla Camera dei Deputati ieri mattina ha prodotto, infatti, già primi risultati. Innanzitutto il Sottosegretario al MIBAC, Gianluca Vacca, pur mantenendo un profilo molto tecnico per ciò che concerne l’iter di assegnazione del gioiello cistercense al DH Institute che, stando ai dati attuali risulterebbe lineare, chiudendo la risposta ha, tuttavia, ammesso che «le dichiarazioni di Harnwell circa le intenzioni di istituire alla Certosa una scuola di politica… non fanno testo e non risultano coerenti con il disciplinare di gara e con il progetto presentato».

LE REAZIONI
Queste poche parole sono bastate comunque ai proponenti l’interpellanza per sottolineare l’esistenza della “notizia” e dichiarare che a breve produrranno un ulteriore atto parlamentare utile a far uscire allo scoperto in modo definitivo l’Esecutivo su questa vicenda. Ma non è tutto. Il secondo risultato ancor più tempestivo, in quanto annunciato dal Sottosegretario come già attuato nelle ore precedenti l’appuntamento alla Camera, è la pubblicazione di tutta la documentazione inerente la procedura di affidamento sul sito del Ministero, nell’ottica della trasparenza richiesta da più parti, da ultimo anche dal Comune di Collepardo mediante formale accesso agli atti. Lo stesso entusiasmo è stato ribadito poco dopo, durante la conferenza stampa tenutasi a margine dell’interrogazione, alla presenza, oltre che di Fratoianni, anche di Marco Maddalena per conto di Sinistra Italiana Lazio e di Daniela Bianchi, l’ex consigliere regionale che ha lanciato tra i primi la battaglia contribuendo all’organizzazione della marcia del 29 dicembre. 


I DUBBI
Sono stati ribaditi i punti salienti dell’interrogazione che verteva su due aspetti distinti, da un lato la richiesta di verifica della correttezza dell’iter che ha portato all’assegnazione della concessione per 19 anni, ma anche della correttezza formale di alcune parti del bando che- secondo gli autori dell’interpellanza- sono quantomeno ‘lacunosi’ se non volutamente generici. In particolare si è puntato il dito sui due ormai noti requisiti, quello della comprovata esperienza almeno quinquennale nell’ambito culturale e artistico e quello della gestione, negli ultimi cinque anni, di almeno un bene pubblico o privato culturale che, secondo molti, non esisterebbe al contrario di quanto dichiarato da DHI.

L’ITER
La Bianchi ha ricostruito il percorso fatto fino ad oggi sottolineando il ruolo fondamentale dei movimenti e delle forze politiche che si stanno opponendo, auspicando un allargamento di questo fronte in quanto «problema di ordine generale e non solo del territorio frusinate». Maddalena, invece, ha plaudito ai risultati ottenuti ringraziando Fratoianni e Fornaro per il supporto e lanciando l’idea di una improbabile riconsegna del bene nelle more della conclusione dell’iter con DHI che, ad oggi, mancherebbe ancora del verbale di consegna effettivo del bene.
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