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Il liceo Severi apre alla carriera alias. È il primo in provincia

Il liceo Severi apre alla carriera alias. È il primo in provincia
di Matteo Ferazzoli
3 Minuti di Lettura
Sabato 4 Giugno 2022, 09:28

 Il liceo scientifico Francesco Severi di Frosinone è la prima scuola della provincia di Frosinone ad approvare la carriera alias. Ossia la possibilità, per gli alunni in transizione, che non si riconoscono quindi nel genere attribuito alla nascita, di avere una propria identità di genere e un profilo alternativo e temporaneo.

Il discorso ovviamente vale esclusivamente per tutto ciò che attiene all'ambito scolastico del liceo. Soddisfazione espressa dal sindacato studentesco Rete degli Studenti Medi: «Grazie al lavoro dei nostri rappresentanti, il liceo Severi è la prima scuola ad aver approvato la carriera alias in provincia. È un traguardo di cui andiamo estremamente fieri, e dimostra l'attenzione che abbiamo nei riguardi di una scuola che sia sempre più possibile inclusiva e aperta a tutti».
Come previsto dal regolamento appena approvato dal Consiglio d'Istituto del Severi, quindi, l'attivazione della carriera alias può essere richiesta dalla famiglia di un alunno minorenne o dall'alunno maggiorenne che, presentando idonea documentazione, attesti la presa in carico del richiedente da parte di una struttura sanitaria che si occupa di incongruenza di genere, per l'attivazione di un percorso psicoterapeutico e medico, al fine di consentire l'eventuale riassegnazione del sesso. Quindi, in questi casi, il Severi si impegna ad attivare la carriera alias con l'assegnazione di un nome elettivo scelto dalla persona stessa. Sarà, come recita il regolamento, «l'unico visibile internamente a tutti i servizi didattici dei docenti e dello studente, costituendo di fatto l'unico nome a cui ricondurre la persona». In sostanza, quindi, anche sul registro di classe e durante l'appello verrà utilizzato il nuovo nome.

INCLUSIONE

Per il sindacato studentesco la carriera alias ha «lo scopo di garantire un ambiente di studio sicuro, sereno ed inclusivo» e rappresenta «uno strumento che permette di sostituire dentro la propria scuola il nome anagrafico con quello adottato, fino all'ufficiale rettifica anagrafica».
Per ribadire, dunque, quanto la tematica sia importante e sentita, la Rete poi cita i dati emersi dall'ultima ricerca dell'Agenzia per i Diritti Fondamentali dell'Unione Europea. Sulla situazione italiana, «i numeri descrivono un quadro drammatico aggiungono dal sindacato- il 30% delle persone Lgbt+ ha paura di subire aggressioni, l'84% delle persone Lgbt+ aggredite non denuncia questi episodi, il 61% delle persone Lgbt+ non esprime liberamente la propria identità. Tra queste persone aggiunge la Rete-potrebbero tranquillamente esserci dei nostri compagni di scuola, dei vostri alunni e dei vostri figli, nei confronti dei quali abbiamo il dovere di creare una scuola inclusiva, in cui si sentano al sicuro, liberi ed accettati». Per questo, per il sindacato studentesco l'obiettivo è chiaro: «Continuare con il percorso di sensibilizzazione e di attivare la carriera alias in tutte le scuole».
Matteo Ferazzoli
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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