Scienze Infermieristiche, tirocini bloccati nella Asl di Frosinone: trecento studenti non possono laurearsi

Scienze Infermieristiche, tirocini bloccati nella Asl di Frosinone: trecento studenti non possono laurearsi
di Pierfederico Pernarella
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Martedì 17 Novembre 2020, 07:00 - Ultimo aggiornamento: 17:32

L’emergenza Covid ha finito per mettersi di traverso anche sul loro percorso. Una beffa doppia: per i diretti interessati, ma anche per il sistema sanitario che del loro apporto, oggi più che mai, ha vitale bisogno. 
Da mesi si trovano nel limbo gli studenti iscritti all’ultimo anno dei due Corsi di Laurea di Scienze Infermieristiche attivi nella provincia di Frosinone, circa 300 in tutto su un totale di un migliaio di iscritti. 
L’azienda sanitaria locale ha deciso di bloccare i tirocini che sono indispensabili per ottenere i crediti necessari a terminare il corso di studi. Senza di questi non possono laurearsi.

A denunciare la situazione è Gennaro Scialò, presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Frosinone. «Mi rendo conto delle difficoltà - spiega Scialò - ma non posso non evidenziare un duplice problema che si pone bloccando i tirocini: da un lato si reca un danno al sistema sanitario perché ci sono infermieri che non si laureano e sappiamo quanto in Italia questa figura professionale sia carente; dall’altro bloccando il corso di studi si rischia di vanificare il percorso formativo degli studenti». 

Scialò segnala anche un paradosso: mentre la Asl di Frosinone ha bloccato i tirocini, nell’ultimo Dpcm agli stessi studenti dell’ultimo anno di Infermieristica viene data la possibilità di partecipare all’avviso della Protezione civile per reclutare personale necessario alle attività di tracciamento. Insomma, i laureandi d’infermieristica non possono per ora entrare dalla porta, ma in teoria potrebbero rientrare dalla finestra. Peccato che l’eventuale impegno nell’attività di tracciamento non gli consentirà di guadagnare gli agognati crediti per arrivare al traguardo della laurea.

Scialò si augura quindi che la Asl possa affrontare e risolvere il problema per non penalizzare ulteriormente gli studenti. «Siamo contenti che finalmente ci sia un direttore generale nel pieno delle sue funzioni che abbia messo mano ad un piano per affrontare l’emergenza recuperando il tempo perso nella programmazione della fase 2», dichiara il presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Frosinone.

La riorganizzazione ospedaliera e il potenziamento della medicina territoriale per fronteggiare il picco della seconda ondata ha imposto anche una integrazione della dotazione organica degli infermieri. Nei giorni scorsi la Asl ha disposto l’assunzione a tempo indeterminato di 50 operatori attingendo dalla graduatoria del Sant’Andrea: 23 di loro lavorano già con contratti a tempo determinato. 

ùLa stabilizzazione è stata più volte auspicata dall’Ordine: «La precarietà non fa bene alla sanità e alla professione - dichiara Scialò - È sbagliato pensare all’infermiere come a una figura polivalente, buona per tutti i reparti. Servono invece figure specializzate, ma per crearle bisogna uscire dalla logica dell’emergenza, occorre la programmazione».

E le carenze di organico certo non aiutano a programmare, anche considerando che gli infermieri sono tra le figure sanitarie più colpite dal virus, come dimostrano i numeri forniti da Scialò: «Sono una novantina gli operatori contagiati nella Asl di Frosinone, circa il 10% della dotazione organica».

 

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