Scambio di sedi delle scuole a Frosinone, il "Brunelleschi": «Noi siamo contrari»

Lunedì 17 Febbraio 2020 di Pierfederico Pernarella
La Provincia va avanti nel valutare la possibilità di scambiare le sedi del liceo Severi e dell'istituto tecnico economico e per geometri Brunelleschi-Da Vinci, c'è però un dettaglio, non proprio trascurabile: tutta la comunità scolastica del Brunelleschi-Da Vinci è contraria al progetto. A ribadirlo, senza equivoci, è il dirigente dell'istituto, la professoressa Monica Fontana, in una lettera inviata a Il Messaggero che nell'edizione di ieri ha dato conto dell'incarico affidato nei giorni scorsi dalla Provincia a un professionista, l'ingegnere Biagio Di Nitto, per redigere uno studio di fattibilità per l'eventuale scambio delle sedi.

La questione, per riassumere, è la seguente: per risolvere il problema del sovraffollamento del liceo Severi nell'attuale sede di viale Europa, si è fatta strada l'ipotesi di trasferire quest'ultimo nella sede di via Piave del Brunelleschi-Da Vinci e viceversa.
Il progetto, nei mesi scorsi, era stato dato addirittura come fatto. La realtà invece si è rivelata più complessa. E per un particolare non da poco: una delle due parti non è d'accordo. «In qualità di dirigente scolastico pro tempore del Brunelleschi Da Vinci - scrive la Fontana - ho più volte sottolineato la contrarietà di tutta la comunità scolastica nelle sedi istituzionali in cui è stata chiamata ad esprimersi».

LE NORME SULLA SICUREZZA
Contrarietà ribadita nel corso dell'incontro che si è svolto lo scorso 20 gennaio nell'ente di piazza Gramsci.
In quell'occasione, spiega la Fontana, «sono state rappresentate diverse criticità rispetto al cambio di sede, fermo restando che si ritiene inopportuno tale trasferimento».
In primo luogo è stato fatto presente che la nuova sede del Brunelleschi-Da Vinci dovrebbe essere conforme a tutta una serie di norme sulla sicurezza che nella nuova destinazione, sottolinea la Fontana, «non ci risulta siano del tutto coerenti con la normativa».

I LABORATORI
Poi c'è la questione dei laboratori: «L'eventuale spostamento dell'IIS Brunelleschi-Da Vinci - spiega il dirigente - comporterebbe lo smantellamento di 6 aule d'informatica, di 6 aule specialistiche e dei laboratori ove sono presenti attrezzature informatiche e topografiche di gran valore, con impianti e reti dati, frutto di oculato reperimento di risorse di questa istituzione scolastica, con costi di riallestimento che superano i 60.000 euro e con un possibile danneggiamento delle attrezzature nel loro spostamento».

LA TEMPISTICA
Punto quest'ultimo ampiamente illustrato negli incontri in Provincia, così come è stato posto il problema della tempistica: «In caso di spostamento - scrive la Fontana - risulta inverosimile che si possano riallestire i laboratori, le biblioteche e le attrezzature didattiche entro l'inizio del prossimo anno scolastico (15 settembre 2020). Di conseguenza gli alunni ed i docenti si troverebbero impossibilitati a svolgere la necessaria attività didattica, cosa che comporterebbe una violazione del diritto di studio per i nostri alunni».
Per questo è stato chiesto alla Provincia un cronoprogramma di un eventuale trasferimento che comunque, ribadisce il dirigente, «è una strada poco percorribile».

AULE INSUFFICIENTI
Anche perché, numeri alla mano, la soluzione prospettata rischia di essere inadeguata: «La nostra sede di via Piave - conclude la dirigente - non è sufficiente per ospitare tutti gli alunni del Liceo Scientifico (risulta che siano oltre 927 e con una popolazione che è in crescita) stante il numero totale delle aule dell'IIS Brunelleschi-Da Vinci e le loro ampiezze, come ampiamente dimostrato con la relazione tecnica già prodotta all'amministrazione provinciale». © RIPRODUZIONE RISERVATA