CORONAVIRUS

Sanificazioni dei locali:
controlli inesistenti
L'esperto: evitate il "fai da te"

Mercoledì 20 Maggio 2020 di Aldo Simoni
La sanificazione di un locale
Stava sanificando il ristorante dove lavora. Mentre respirava i vapori, ha avvertito un malore e si è accasciato. I titolari del locale, alla periferia di Frosinone, hanno immediatamente chiamato il medico di famiglia che ha fornito le indicazioni per superare quel momento di criticità.
Alla fine tutto si è risolto con tanto spavento; il  giovane inserviente, dopo qualche minuto, si è ripreso ma è stato accompagnato a casa. A riposo.
«Stavamo preparando il locale per la riapertura» hanno spiegato i titolari del ristorante.
Ma è proprio qui il punto: in questa fretta di “sanificare” gli ambienti chi controlla i prodotti usati? Sono efficienti? O si rischia qualche intossicazione?
«Voglio ricordare – dichiara  Fabrizio Martinelli, presidente dell’Ordine dei Chimici e dei fisici di Lazio, Umbria, Abruzzo e Molise - che tra le misure di contrasto alla diffusione del coronavirus, quella fondamentale è la sanificazione. La fase iniziale del lockdown ha visto medici, infermieri, personale sanitario tutto in prima linea per salvare vite umane, questa fase intermedia che il Paese si appronta ad affrontare dovrà necessariamente vedere impegnati chimici e fisici, in qualità di professioni sanitarie per applicare i protocolli esistenti in tema di sicurezza sui luoghi di lavoro e in tutti quelli aperti ai cittadini, perché superare questo momento difficile vuol dire promuovere percorsi sicuri partendo proprio dagli ambienti di lavoro».
I COSTI
Tra l’altro va aggiunto che “sanificare” i locali costa:   i prezzi si aggirano attorno agli 80 euro a metro quadrato. Ma questi soldi vengono spesi bene?
«Per tutelare lavoratori, cittadini, imprese, è necessario adottare tutte le misure di sicurezza e sanificazione degli ambienti - prosegue Il dottor Martinelli -. Chimici e fisici professionisti sono quelle figure che contribuiranno a far ripartire l’Italia mettendo a disposizione la loro competenza che in questa delicata fase passa necessariamente per il nostro ambito di specializzazione. Sul territorio da sempre l’Ordine è stato presente su più tavoli istituzionali, consulte, ha siglato protocolli d’intesa. Ecco perchè va evitato il  “fai da te” perché sanificare, tutelare i lavoratori e i cittadini vuol dire farlo con competenza, responsabilità e professionalità; le sanificazioni devono essere progettate da professionisti abilitati , per non incorrere nel rischio di intossicazioni, come purtroppo è già accaduto. Interventi eseguiti senza consapevolezza possono costituire un alto rischio per la salute; ripartiamo con serenità e professionalità, solo così andrà tutto bene».  Ultimo aggiornamento: 21 Maggio, 15:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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