Romina uccisa dall'ex, Ialongo ha infierito con 15 coltellate: fatale un fendente al cuore

Romina De Cesare insieme all'ex fidanzato Pietro Ialongo
di Marina Mingarelli
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Mercoledì 14 Settembre 2022, 07:16 - Ultimo aggiornamento: 07:34

Ad uccidere Romina De Cesare, la ragazza di 36 anni di Cerro Al Volturno ritrovata cadavere nel maggio scorso nella sua abitazione ubicata nel centro storico di Frosinone, sarebbe stata una coltellata al cuore. Il fendente che l'omicida Pietro Ialongo, fidanzato della giovane, le aveva sferrato all'addome colpendo il fegato, era superficiale e quindi non letale. Questo è quanto riportato nella perizia depositata nei giorni scorsi dal medico legale, Gabriele Margiotta.


Numerose invece le ferite da arma da taglio rinvenute sulle braccia e sulle gambe, segno questo che la ragazza aveva provato a difendersi fino allo stremo. Ben quindici le coltellate inferte sul corpo della sventurata ragazza. L'ennesimo femminicidio si è consumato il 2 maggio scorso in quell'appartamento situato nella parte alta della città.

Lei aveva deciso di lasciare il fidanzato perché si era innamorata di un altro, ma lui che non aveva accettato la fine di quel rapporto, accecato dalla gelosia armato di coltello mette fine ai suoi giorni.
Quella sera maledetta, Pietro Ialongo, un perito informatico molisano di 38 anni, aveva discusso con la ragazza che non gli voleva restituire una macchina intestata alla giovane, ma che a suo dire aveva pagato lui. Tra i due le cose non andavano bene già da tempo. Tanto che Ialongo aveva chiesto alla ragazza di poter restare ancora alcuni giorni in quell'appartamento in attesa di trovare una nuova sistemazione.

Romina era stata molto chiara con l'uomo con cui era stata fidanzata ben dieci anni. Gli aveva parlato di questo suo nuovo amore e del suo desiderio di vivere questa storia alla luce del sole. Deve essere stato proprio il fatto di avergli gridato in faccia che era finita per sempre, il motivo che ha scatenato nell'uomo la follia omicida.

Quella notte Pietro Ialongo dopo aver accoltellato la giovane barista è salito in macchina ed ha vagato lungo le strade fino ad arrivare sulla spiaggia di Sabaudia, dove qualcuno che lo aveva visto entrare in acqua seminudo ha allertato i carabinieri della locale stazione. Il resto è cronaca.
Quando le forze dell'ordine sono riuscite ad entrare nell'appartamento Romina era deceduta dopo una lunga agonia.

Inizialmente Ialongo, che è difeso dall'avvocato Vincenzo Mercolino, in stato confusionale aveva continuato a dire che lui l'amava e che non avrebbe mai potuto far del male alla sua ragazza. Ma poi dopo alcune ore era crollato ed ha confessato il delitto. Al momento l'uomo si trova detenuto nel carcere di Latina.

Intanto il prossimo 23 settembre si terrà l'incidente probatorio voluto proprio dall'indagato.
A questo da aggiungere che i carabinieri del Ris (Reparto investigazioni scientifiche) si ritroveranno sul luogo della tragedia per ricostruire la scena del crimine. I familiari della ragazza si sono rivolti all'avvocato Danilo Leva per essere rappresentati.
 

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