E la palestra trasloca nel giardino di casa, Simona Merlino di Cassino: «Pochi aiuti, bisogna reiventarsi»

E la palestra trasloca nel giardino di casa, Simona Merlino di Cassino: «Pochi aiuti, bisogna reiventarsi»
di Elena Pittiglio
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Mercoledì 28 Aprile 2021, 09:08 - Ultimo aggiornamento: 09:09

Le luci delle palestre sono spente dal 24 ottobre scorso. Prima di allora i titolari le avevano già spente per un lungo periodo da marzo a fine maggio del 2020. Da un anno il settore fitness è fermo, come tanti altri settori, a causa del Covid. Nonostante le difficoltà che i titolari hanno dovuto affrontare, legate soprattutto alla mancanza di aiuti economici, nessuno si è dato per vinto. Quasi tutti hanno cercato di reinventare la professione trasferendo il lavoro sull’online con delle lezioni collettive di fitness. E ora che il Governo ha dato la possibilità di riaprire le attività, a partire dal prossimo primo giugno, ci si prepara.

La testimonianza di come sarà il domani nella vita delle palestre arriva dalla voce della famiglia Merlino, che nel cuore di Cassino gestisce una storica palestra. I coniugi Simona Reale e Silvio Merlino, in via Spaventa, da 35 anni accolgono gli amanti del body building e del fitness. Da qualche anno la famiglia è cresciuta: a loro si sono aggiunti i figli Pietro e Martina, che dai genitori hanno ereditato la passione per lo sport e, come la loro madre, si sono formati alla facoltà di Scienze Motorie dell’università di Cassino e del Lazio Meridionale.

La famiglia Merlino da ieri mattina lavora per riaprire le porte il primo giugno, con un carico di incognite ma una buona dose di entusiasmo e di speranza. «Già lo scorso anno – riferisce Simona – abbiamo riaperto rispettando tutti i protocolli. La nostra struttura continuerà ad accogliere i clienti nell’area attrezzi dove si svolge l’allenamento individuale. Già sono pronte le postazioni nel rispetto delle norme anti contagio. Per l’area fitness abbiamo qualche novità» anticipa.

«La sala all’interno, pur con gli adeguamenti e il rispetto dei protocolli, in questo momento non vogliamo utilizzarla. E allora di concerto con mio figlio Pietro – dice – abbiamo deciso di allestire un enorme gazebo nel giardino di casa nostra in zona Olivella, alle porte di Cassino. Alla riapertura le attività come pilates, gag, total body, funzionale e walking, una novità questa a Cassino, al momento le trasferiremo nel giardino di casa dove abbiamo a disposizione uno spazio grande. In verità stiamo cercando altri locali con spazi all’aperto per trasferire l’attività, ma non è semplice».

Come ha trasformato la pandemia le vostre attività?

«La crisi è drammatica. Abbiamo dovuto far fronte alle spese con pochissimi, anzi, quasi inesistenti, aiuti. Le perdite – afferma – sono state ingentissime. Per fortuna abbiamo avuto il coraggio e la capacità di reinventare il nostro lavoro. Ho inaugurato sui social una rubrica denominata ‘Fitnessimona’. Ho svolto in diretta sui social le lezioni e le ho registrate, per dare la possibilità anche a chi lavora di seguirle da casa, in momenti diversi. Addirittura i miei corsi sui social sono seguiti da allieve che venivano in palestra da ragazze e che ora si sono costruite un futuro professionale lontano da Cassino».

Quale porteremo nel post pandemia di questo periodo?

«Non ho dubbi: una fetta di clienti di sposterà sull’online. Continuerà a seguire i corsi da casa attraverso i social».

Cosa le manca di più dei tempi pre Covid?

«Le poche parole che riuscivo a scambiare ad ogni lezione con le allieve sia all’inizio sia al termine. Il contatto umano manca tantissimo».

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