CORONAVIRUS

Emergenza Covid, verso la revoca il contributo di 80mila euro alla Banda musicale del Basso Lazio di Arce

Venerdì 29 Maggio 2020 di Pierfederico Pernarella

Forse avevano frainteso la natura e i requisiti del bando, ma alla Regione Lazio non hanno preso bene le modalità con cui la Banda Musicale del Basso Lazio di Arce voleva di utilizzare i soldi stanziati per l’emergenza Covid. Ma per capire, facciamo un piccolo passo indietro. 

La Direzione Regionale per l’Inclusione Sociale, lo scorso primo aprile, ha emanato un avviso pubblico per sovvenzionare le attività svolte dagli enti del Terzo Settore durante l’emergenza da Covid-19. Uno stanziamento importante, pari a 4,5 milioni di euro, destinato a rimborsare le spese sostenute dalle associazioni nelle attività di aiuto alle famiglie bisognose nel periodo compreso tra il 23 febbraio e il 10 aprile. 

Al bando hanno risposto 290 soggetti che, a parte qualche eccezione, in due tranche sono stati tutti ammessi al finanziamento. Tra questi appunto anche la Banda Musicale del Basso Lazio a cui sono stati assegnati 80mila euro

 Una volta ottenuto l’ok al finanziamento, l’associazione ha diffuso una locandina in cui si rendeva noto che la Banda Musicale del Basso Lazio aveva ottenuto dalla Regione Lazio un contributo di 80mila euro e quindi coloro che erano in possesso di determinati requisiti (essere residente nei Comuni di Arce, Rocca d’Arce e Colfelice; avere un reddito ISEE non superiore ai 20mila euro) compilando un modulo e inviando una pec avrebbero potuto richiedere all’associazione, fino al 15 giugno, i bonus spesa e bonus di sostegno.

In poche parole l’associazione pensava che fosse possibile assolvere alle funzioni di fondi pubblici che, in teoria, per l’appunto sono prerogativa di un ente pubblico. E in questo caso particolare dei servizi sociali dei Comuni. 

 Il caso però è stato immediatamente segnalato alla Regione che in un nota a firma della direttrice della direzione Inclusione Sociale, la dottoressa Ornella Guglielmino, sgombera subito il campo da ogni equivoco: «Le attività poste in essere da codesta associazione, diffuse nella locandina del 12/05/2020, che appaiono in aperto contrasto con quanto previsto dal bando».

E la ragione è semplice: «Le spese ammissibili sono quelle già sostenute dagli enti del Terzo Settore a decorrere dal 23 febbraio 2020 e fino al 10 aprile». 

Insomma quei soldi servivano ad aiutare chi aveva già aiutato, ma non a chi avrebbe voluto farlo, come emerge nella locandina diffusa dalla Banda Musicale del Basso Lazio, ricoprendo funzioni che spettano esclusivamente agli enti pubblici.

La Regione quindi aveva dato 3 giorni di tempo per fornire spiegazioni, in caso contrario avrebbe revocato l’ammissione al finanziamento. L’associazione è stata anche diffidata a ritirare le locandine, «contenenti anche il logo della Regione Lazio, peraltro non autorizzato». Inoltre la Regione «si riserva di intraprendere ogni ulteriore azione a tutela dell’amministrazione e a difesa dell’interesse pubblico».

Ultimo aggiornamento: 09:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA