Resoconti delle multe, settanta i Comuni della provincia di Frosinone non in regola

Resoconti delle multe, settanta i Comuni della provincia di Frosinone non in regola
di Pierfederico Pernarella
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Lunedì 21 Febbraio 2022, 10:27 - Ultimo aggiornamento: 15:50

Sono una settantina i Comuni della provincia di Frosinone che non hanno comunicato al Ministero dei Trasporti, entro il termine di legge, la rendicontazione sugli introiti delle multe per le violazioni al Codice della Strada. La comunicazione deve essere fatta entro il 31 maggio di ogni anno in riferimento ai dati di quello precedente e deve comprendere, oltre alle informazioni su multe e proventi, anche la destinazione degli introiti che riguardano le violazioni dei limiti di velocità rilevate attraverso gli autovelox fissi o mobili.

Un 50 per cento di queste ultime somme, in base alla legge, deve obbligatoriamente essere destinato alla manutenzione e alla sicurezza delle strade, se possibile anche a campagne di informazione contro gli incidenti.

Ebbene, stando alle comunicazioni che dovevano essere fatte entro lo scorso maggio per i proventi relativi al 2020, la lista dei Comuni della provincia di Frosinone che non si sono ancora adeguati alla nuova direttiva. Sono in tutto circa un settantina gli inadempienti. Una bella fetta è rappresentata da Comuni molto piccoli dove evidentemente gli introiti delle multe per violazioni al Codice della Strada sono esigui, per non dire irrisori.

Il caso, con un ampio spazio dedicato ai Comuni ciociari, ieri si è stato raccontato dalla trasmissione "Mi manda Raitre". Tra i comuni più grandi che non hanno comunicato la rendicontazione al Ministero ci sono i seguenti: Alatri, Anagni, Arpino, Boville Ernica, Castro dei Volsci, Ceprano, Fiuggi, Isola del Liri, Monte San Giovanni Campano, Paliano, Piedimonte San Germano, Pontecorvo, Sora e Veroli. Alcuni di questi - Veroli e Monte San Giovanni Campano - gestiscono anche autovelox fissi che assicurano agli enti importanti introiti con le multe. Tra i Comuni più piccoli inadempienti c'è quello di Acuto, anche questo gestore di un rilevatore fisso della velocità.

Il sindaco di Veroli: «E' solo una questione burocratica»

Il sindaco di Veroli, Simone Cretaro, ridimensiona la gravità dell'inadempienza: «Si tratta soltanto di una questione burocratica. Il Ministero dei Trasporti concede una finestra per inserire i dati e un solo giorno di ritardo non consente più di effettuare l'operazione. Il ritardo tuttavia non comporta nulla, anche perché il riparto degli introiti delle multe da destinare a interventi per la manutenzione e la sicurezza stradale, come prescrive la legge, viene fatto con il bilancio».
Sta di fatto che lo stato delle manto di numerose e della segnaletica di numerose strade della provincia, comprese quelle in cui si trovano gli autovelox, risulta scadente, quando non addirittura in violazione del Codice della Strada.

Gli autovelox spenti dal prefetto

Il tema sulla destinazione dei ricchi proventi delle multe degli autovelox è stato esaminato, nel 2019, dalla Prefettura. L'ex prefetto Ignazio Portelli ordinò la sospensione del funzionamento degli impianti dei Comuni di Acuto, Belmonte Castello, Monte San Giovanni Campano e Veroli, nelle more delle verifiche della polizia stradale su una serie di aspetti: corretto impiego dei proventi delle multe per la sicurezza, taratura delle apparecchiature ed effettiva necessità degli autovelox per ridurre gli incidenti. Qualche mese dopo sempre la Prefettura ha autorizzato la riattivazione degli autovelox dei Comuni di Acuto, Monte San Giovanni Campano e Veroli.
 

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