Reddito di cittadinanza agli usurai con il reddito di cittadinanza, giornalisti di "Dritto e rovescio" aggrediti Sora

La troupe di Rete 4 è arrivata in città per realizzare un servizio sulla famiglia De Silvio

Reddito di cittadinanza agli usurai con il reddito di cittadinanza, giornalisti di "Dritto e rovescio" aggrediti Sora
di Roberta Pugliesi
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Mercoledì 5 Ottobre 2022, 08:51 - Ultimo aggiornamento: 6 Ottobre, 14:10

Momenti di tensione ieri mattina a Sora durante le riprese del programma Mediaset "Dritto e Rovescio". In attesa che si pronunci il Tribunale del Riesame, dinanzi al quale c'è stata l'udienza lunedì scorso per decidere sulle sulla richiesta di attenuazione delle misure cautelari per coloro che sono stati arrestati a seguito dell'operazione Ultima corsa, una troupe di Rete 4 con il giornalista Giammarco Menga è arrivata a Sora per realizzare un servizio sulla sospensione del reddito di cittadinanza percepito da alcuni esponenti della famiglia De Silvio.

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Dieci membri di quello che è stato definito degli inquirenti «un clan», destinatari delle misure cautelari e ritenuti responsabili a vario titolo del reato di usura e spaccio di sostanze stupefacenti, percepivano infatti da tempo il reddito di cittadinanza che, come prevede la legge, è stato revocato.
Il giornalista Paolo Del Debbio - che conduce il seguitissimo programma del giovedì sera - si sta occupando dell'argomento e, proprio a seguito di quanto accaduto nel territorio con il blitz della Squadra mobile di Frosinone, ha valutato il caso di Sora degno di rilevanza.

Così ieri mattina quando il giornalista Menga con il cameraman e gli assistenti tecnici si sono portati presso una delle abitazioni della famiglia Sinti, sono stati minacciati ed aggrediti verbalmente da un esponente della famiglia che brandiva un martello. I quattro si sono allontanati rapidamente a piedi raggiungendo le vetture posteggiate lungo la strada mentre l'uomo è entrato nella sua automobile nel tentativo di inseguirli. Sono stati minuti di paura, ma fortunatamente senza conseguenze per chi in quel momento stava solo facendo il proprio lavoro e tentando di dare voce ai diretti interessati. Alcuni minuti prima che accadesse questo episodio il giornalista era riuscito a dialogare con una giovane della famiglia raggiunta in un'altra abitazione e in quel caso non si erano registrati problemi.

Il reddito di cittadinanza percepito dagli indagati fino alla data della revoca, a partire dal 2019 e rinnovato alla scadenza dei 18 mesi, variava dalla somma di 500 euro a quella di 1200 euro mensile, in base alla status familiare. Nella circostanza è stato interessato il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e, in seguito alla relativa informativa, l'Autorità Giudiziaria competente ha accolto la tesi degli investigatori, revocando con effetto immediato il beneficio di cui godevano illegittimamente.
 

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