"Questo non è amore",
polizia in campo contro
la violenza sulle donne

Nel giorno di San Valentino, in cui tutto il mondo celebra l’amore, la Polizia di Stato sceglie di stare vicina alle donne con la campagna “…questo non è amore” che prevede in tutte le province italiane camper, pullman, gazebo e altri momenti d’incontro volti a rompere l’isolamento e il dolore delle vittime di violenza di genere, offrendo il supporto di un’equipe di operatori specializzati, in prevalenza composta di donne e formata da personale di Polizia specializzato, da medici, psicologi e da rappresentanti dei centri antiviolenza.

ENTI E ASSOCIAZIONI IN PRIMA LINEA
Anche la Questura di Frosinone, da sempre impegnata in campagne di sensibilizzazione a favore delle fasce più deboli, è scesa in piazza,in via Aldo Moro,  per “esserci sempre” anche nella lotta contro la violenza sulle donne , insieme agli enti e alle associazioni da sempre presenti su questo fronte: gli enti locali, l’Università di Cassino e del Lazio Meridionale, la Asl di Frosinone, il liceo artistico “A.G.Bragaglia”, il Telefono Rosa, l’Auser e la Rete Antiviolenza.

LA SQUADRA DELLA POLIZIA
La finalità dell’iniziativa, fortemente sostenuta dal Questore Filippo Santarelli e dal suo staff, con il primo dirigente Agnese Cedrone, il capo di Gabinetto Cristina Rapetti, il dirigente della Squadra Mobile  Carlo Bianchi ed il direttore tecnico capo psicologo Cristina Pagliarosi ed il medico della Polizia di Stato Angelo Simoniello, è stata quella di creare un contatto diretto tra le donne e un team di operatori specializzati pronti a raccogliere le testimonianze dirette di chi, spesso, ha paura a denunciare o a varcare la soglia di un ufficio di Polizia.

I NUMERI IN PROVINVIA DI FROSINONE
Nella provincia di Frosinone non si sono registrati omicidi di donne in ambito familiare, nel triennio 2014 – 2016.
Sono in diminuzione anche in questa provincia i reati di percosse e lesioni nei confronti di donne.
Infine, i maltrattamenti in famiglia sono stati 121 nel 2014, 107 nel 2015, 90 nel 2016.

COSA FARE
La battaglia più importante si gioca sul campo della prevenzione in cui la Polizia di Stato è impegnata, non solo nel contribuire attraverso l’informazione al superamento di una mentalità di sopraffazione, ma a fare da sentinella per intercettare prima possibile comportamenti violenti e intimidatori.
In questa prospettiva si muove l’adozione dall’inizio dell’anno del protocollo E.V.A. (Esame delle Violenze Agite) da parte di tutte le Questure d’Italia. Procedura che consente agli equipaggi di Polizia, chiamati dalle sale operative ad intervenire su casi di violenza domestica, di sapere se ci siano stati altri episodi in passato nello stesso ambito familiare. Tutto questo attraverso una procedura che prevede la compilazione di checklist che, anche in assenza di formali denunce, spesso impedite dalla paura di ancor più gravi ritorsioni, consentono di tracciare situazioni di disagio con l’obiettivo di tenerle costantemente sotto controllo e procedere all’arresto nei casi di violenza reiterate. 

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