Contenzioso sull'appalto per i passi carrabili, pignorati alla Provincia di Frosinone due milioni di euro

Domenica 27 Settembre 2020 di Pierfederico Pernarella

Pignoramento di 2 milioni di euro nei confronti della provincia di Frosinone. La tegola si è materializzata con un provvedimento notificato all’ente lo scorso 8 settembre, ma si tratta tutt’altro di un fulmine a ciel sereno. Il pignoramento è l’esito del lungo contenzioso tra la Provincia e la società Tre Esse di Supino sull’appalto per la gestione della tassa dei passi carrabili e l’occupazione di suolo pubblico, la Cosap. 

La querelle ruota intorno all’appalto che la Tre Esse si aggiudicò nel 2003 (amministrazione Scalia) allo scopo di fare ordine e gestire la Cosap. Dopo quattro anni di lavoro, attraverso l’ausilio di tecnologie che allora erano all’avanguardia e che portò al censimento di 37mila passi carrabili e 14mila impianti pubblicitari, la Provincia lamentò presunte inadempienze e non volle riconoscere alla società quanto previsto dall’appalto. 

Da qui scaturì un contenzioso che dura ormai da 12 anni. Eppure, per mettere la parola fine, la questione era stata definita nel 2010 da un lodo arbitrale che aveva dato ragione alla società Tre Esse (assistita dagli avvocati Giuseppe Spaziani, Francesco Maria Gazzoni e Renato Cicerchia) e quindi obbligato la Provincia al pagamento di quanto dovuto: circa 4 milioni di euro, compresi gli interessi e la rivalutazione monetaria
Le decisioni del lodo arbitrale però vennero impugnate dalla Provincia, ma finora tutti i gradi di giudizio hanno dato ragione alla società Tre Esse. Il caso ora è arrivato in Cassazione a cui spetta l’ultima parola

Nel frattempo, in parallelo, va avanti la a guerra legale anche sulla legittimità delle azioni esecutive promosse dalla società Tre Esse per avere quanto sancito dal lodo arbitrale. In base a quanto stabilito dalla Corte d’Appello, per ora, considerata la situazione finanziaria della Provincia, la Tre Esse può promuovere azioni esecutive solo per la metà della somma definita dal lodo arbitrale. Da qui il pignoramento (arrivato dopo un’istruttoria durata 3 anni) notificato lo scorso 8 settembre per poco più di 2 milioni di euro.

La Provincia però intende proporre opposizione contro questo provvedimento e per questo il presidente Antonio Pompeo, con un decreto del 25 settembre, ha affidato l’incarico, per un ammontare di 40mila euro, all’avvocato Giorgio Pongelli

La Tre Esse continua ad attendere che la giustizia metta la parola fine, dopo 12 anni di carte bollate che le sono costati circa mezzo milione di euro di spese, oltre al mancato incasso del dovuto: «Continuiamo a sperare che l’amministrazione provinciale possa essere ragionevole nei confronti di operatori economici del territorio - commentano dalla Tre Esse - La nostra società opera in 150 Comuni, gestisce 300 servizi, ha 110 dipendenti. Noi non faremo un passo indietro, non vogliamo l’elemosina. Per cui serenamente attendiamo il giudizio della Cassazione». 

Nel frattempo anche la Provincia continua a sborsare importi considerevoli per le spese legali. Non solo. Ad oggi, così come stabilito dal lodo arbitrale, la mancata esecuzione dell’appalto affidato all’epoca alla Tre Esse ha causato un mancato introito per le casse dell’ente di piazza Gramsci pari a circa 40 milioni di euro, in relazione agli introiti non incassati per l’occupazione di suolo pubblico.

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