Parco commerciale nell'ex Permaflex di Frosinone, De Angelis (Asi) difende il progetto

Mercoledì 8 Gennaio 2020 di Gianpaolo Russo

Riconversione ex Permaflex: l'Asi difende il progetto dopo la netta presa di posizione contraria della sezione di Legambiente del capoluogo. Il presidente Stefano Ceccarelli, in una nota, aveva riportato che la riconversione del sito da industriale a commerciale «è un investimento contrario al nuovo decreto clima in quanto contrasterebbe le politiche ambientali in atto». In pratica il consumo di suolo e la mole di traffico indotto dalla presenza di questo centro commerciale andrebbero a penalizzare dal punto di vista ambientale il capoluogo già malato di inquinamento. Il Consorzio Asi, gestore dell'area che è inserita nei terreni di competenza dell'ente di viale Mazzini, ribatte spiegando perché questo progetto, che vede alcuni imprenditori privati voler realizzare al posto dell'ex sito industriale dismesso un centro commerciale, va portato avanti.

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«Il progetto della riconversione dell'ex fabbrica Permaflex di Frosinone è stato sottoposto a tutti i pareri tecnici previsti da parte dei vari enti ribatte il presidente del Consorzio Asi, Francesco De Angelis -. Questi pareri sono stati acquisiti e sono tutti favorevoli. Si tratta di ben undici esami, tra cui molti inerenti ai settori ambiente e mobilità. Tra questi c'è anche quello dell'Arpa che prende in considerazione gli effetti sulla qualità dell'aria, sull'acqua e sulla produzione dei rifiuti. Sono talmente favorevoli che non è nemmeno necessario procedere alla valutazione dell'impatto ambientale. Pertanto sotto il profilo normativo non ci sono elementi ostativi. L'Asi, tramite l'assemblea dei soci, ha già espresso il proprio parere positivo sulla variante urbanistica e cioè sulla trasformazione del sito da vocazione industriale a commerciale. Ora spetterà alla Regione fornire quello definitivo. L'iter procedurale poi prevede tutte le autorizzazioni dal punto di vista commerciale, ma per quanto ci riguarda il nostro lavoro, dal punto di vista urbanistico, è finito».

Il presidente del consorzio industriale poi va oltre e spiega perché è importante realizzare questo progetto: «Piuttosto che avere un'area dismessa, degradata e inutilizzata così com'è - aggiunge De Angelis - preferisco avere un sito produttivo che crei occupazione e decoro e risolva sia problemi del traffico che di sicurezza. Ricordo che i privati dovranno realizzare ben quattro rotatorie: tre sulla Monti Lepini all'altezza dell'asse attrezzato, fuori l'uscita dell'autostrada, davanti all'ingresso del centro commerciale, e una in via Enrico Fermi. Ciò avrà inevitabili ripercussioni positive per la mobilità cittadina di quell'area. E' poi anche una questione di decoro urbano: assistere ad un sito abbandonato fuori dal casello autostradale non è certo un bel biglietto da visita per la città. Per tutti questi motivi ritengo il progetto un'occasione di sviluppo». 

Nell'ambito del progetto i privati dovranno realizzare anche un parcheggio (ex area Frasca) alle spalle della stazione ferroviaria da 300 posti auto. Ovviamente la parte del leone, in questo caso, la farà il Comune che dovrà dire l'ultima parola portando la riconversione dell'ex Permaflex in Consiglio. In aula approderà il progetto e l'amministrazione dovrà fornire o meno parere positivo alla variante urbanistica e alla concessione e utilizzo dell'area per i nuovi fini. Il sindaco Ottaviani ha fatto sapere che nelle prossime ore replicherà alla nota di Legambiente, ma è stato da sempre favorevole a tale iniziativa per i risvolti occupazionali e per le ricadute infrastrutturali per la città.

 

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