Opere pubbliche e burocrazia lumaca, sei mesi per nominare il nuovo responsabile del progetto della Rems di Ceccano

Sabato 26 Settembre 2020 di Pierfederico Pernarella
Le macerie dell'ex ospedale di Ceccano

Si è fatto prima ad uscire dall’emergenza Covid che a nominare il nuovo responsabile del progetto per la realizzazione di della nuova Rems di Ceccano. Se contro un virus, quello vero, si è riusciti a prendere più o meno le misure, contro l’altro, quello della burocrazia, la strada sembra ancora lunga. Almeno a giudicare da quanto sta accadendo con il progetto per la costruzione della nuova struttura destinata ad ospitare i pazienti psichiatrici sottoposti a misure di sicurezza. Non un progetto qualsiasi. Non solo nel merito, ma anche per il suo significato simbolico che, proprio in fatto di malaburocrazia, dovrebbe aver insegnato qualcosa.

La nuova struttura dovrebbe nascere sulle ceneri dell’ex ospedale della città fabraterna, un’opera mai conclusa nonostante gli 8 miliardi di vecchie lire spesi, rimasta uno scheletro abbandonato e diventata così uno dei simboli delle grandi incompiute della provincia. La costruzione della nuova Rems rappresenta in qualche modo anche un’occasione di riscatto da questa vergogna.

L’iter del progetto è iniziato nel 2015 quando, nell’ambito degli interventi per il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari, alla Asl di Frosinone vennero assegnati 6,2 milioni di euro per la realizzazione di due moduli da 20 posti ciascuno.

Da allora ci sono voluti circa tre anni perché si arrivasse alla conclusione dell’iter. Quindi, nell’estate dello scorso anno, sono iniziati i lavori di demolizione dello scheletro dell’ospedale mai nato. Una fase ultimata nel novembre del 2019 con la totale rimozione dei calcinacci.

Ora l’area è sgombra, pronta per ospitare il cantiere, visto che i soldi sono a disposizione della Asl da un bel po’ di anni.

E invece il progetto, sebbene la lunga gestazione, si è arenato di nuovo. Il 1 marzo di quest’anno il Rup (responsabile unico del procedimento), l’architetto Angelo Mattoni, è andato in pensione. Ebbene per nominare un suo sostituto ci sono voluti la bellezza di sei mesi. Il nuovo Rup, figura senza la quale il progetto non può andare avanti, è stato indicato dal direttore dei lavori, l’ingegnere Mauro Palmieri, solo con un provvedimento del 4 settembre scorso nella persona dell’ingegnere Roberto Pro.

Stando alle previsioni indicate dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, in un provvedimento dello scorso gennaio, i lavori della nuova Rems dovrebbero terminare nel maggio 2021, tra meno di un anno. Se ci sono voluti sei mesi solo per nominare un Rup sembra assai arduo che il cronoprogramma possa essere rispettato. Eppure l’assistenza a soggetti con restrizione di libertà è uno dei servizi di eccellenza della sanità ciociara. Uno dei pochi in cui si registra un alto tasso di mobilità attiva, con pazienti provenienti da tutto il Lazio.

Il che ha riscontri positivi anche sotto il profilo finanziario dal momento che ogni paziente frutta all’azienda 450 euro al giorno. In provincia di Frosinone, oltre a quella provvisoria di Ceccano (che sarà mantenuta con una modalità attenuata quando e se sorgerà la nuova), c’è un’altra Rems anche a Pontecorvo.

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