Omicidio di Colleferro, il testimone: «Willy aggredito a caso con una violenza inaudita»

Omicidio di Colleferro, il testimone: «Willy aggredito a caso con una violenza inaudita»
di Marina Mingarelli
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Venerdì 23 Luglio 2021, 13:09

«Ho visto uno dei fratelli Bianchi sferrare un calcio a Willy che è caduto a terra esanime. Si trattava di un calcio di una potenza inaudita, un colpo da arti marziali».

Ha esordito così ieri mattina presso l'aula della corte di Assise di Frosinone Alessandro Rosati uno dei ragazzi che la sera del 6 settembre scorso si trovava insieme ad alcuni suoi amici davanti al locale notturno di Colleferro dove ha trovato la morte massacrato dal branco Willy Monteiro Duarte, un giovane cuoco di Paliano di 21 anni.
Sotto processo con l'accusa di omicidio volontario sono finiti Marco e Gabriele Bianchi, due ragazzi di Artena di 26 e 24 anni, Mario Pincarelli di 22 anni residente a Palestrina e Francesco Belleggia di 23 anni, residente a Colleferro.

Ieri il giovane salito sul banco dei testimoni ha ripercorso con la memoria i drammatici momenti di quella notte. «La sera del 6 settembre del 2020 - ha riferito - mi ero innervosito perché un mio amico mi aveva detto che qualcuno aveva fatto qualche apprezzamento di troppo alla mia fidanzata etichettando me con parole poco edificanti. Dopo che ero riuscito a sapere chi fossero (Belleggia e Pincarelli) li avevo affrontati per chiedere spiegazioni. E proprio Francesco Belleggia mi aveva chiesto scusa, anche a nome di Pincarelli che a suo dire quella sera aveva alzato troppo il gomito e quindi non era in sè. Sembrava che tutto si fosse risolto con una stretta di mano. Invece, poco dopo, sono arrivati a bordo di un Suv i fratelli Bianchi. E' stato a quel punto che ho visto uno dei due sferrare un calcio con violenza al povero Willy».

Il teste: «Willy aggredito a caso»

La stessa scena è stata vissuta anche da Cristiano Romani, un altro teste della procura il quale, dietro le domande incalzanti del pubblico ministero Taglialatela , ha riferito di aver visto i fratelli Bianchi unirsi a Belleggia e Pincarelli ed avanzare nel gruppo con spavalderia.
«La loro - ha detto in aula- è stata una aggressione a caso. Willy si trovava nel posto sbagliato, al momento sbagliato». Il ragazzo ha riferito di aver visto quella sera tutti e quattro gli imputati che picchiavano chiunque si fosse parato loro davanti. «Willy - ha dichiarato il teste - che era quello più vicino, è stato colpito da Gabriele che gli ha tirato un calcio al petto facendolo volare contro una macchina parcheggiata. Il giovane ha sbattuto con la schiena al lato sinistro dello sportello. Lui si è rialzato di scatto, poi ho visto che Willy continuava ad essere picchiato anche mentre si trovava esanime per terra».

A testimoniare di aver visto Gabriele sferrare un calcio al torace del cuoco, anche Matteo Larocca un altro giovane che quella sera ha assistito al pestaggio del ragazzo di Paliano. «Anche un mio amico - ha riferito in aula- è stato colpito con un calcio al collo, ma da Marco Bianchi, mentre Willy veniva picchiato dal branco. Il mio amico si è messo in mezzo, dicendo di lasciar stare perchè Willy che non c'entrava nulla, lui urlava basta! basta! ma loro continuavano a pestarlo a sangue».

Il dolore di mamma Lucia

A notare tra gli aggressori anche Francesco Belleggia (l'unico che ha beneficiato dei domiciliari perchè ha collaborato con la giustizia, gli altri tre si trovano in carcere) un altro testimone. Si tratta di Zequiri Janghen uno dei ragazzi che faceva parte della movida e che avrebbe riconosciuto l'imputato perché quella sera indossava una polo di colore verde.
Durante le testimonianze, la mamma di Willy si copre gli occhi, come se non volesse vedere trasformarsi in immagini le parole. Nell'aula Lucia, mamma di Willy, rivive lo strazio dell'aggressione a suo figlio.  Batte i piedi, si strofina la fronte, si piega, mentre sente le testimonianze.
Si torna in aula il 9 settembre con l'escussione di altri testimoni della procura.
 

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