Omicidio a Villa Latina, fatali ad Armando Tortolani le coltellate alla gola e al petto. Appello del sindaco:«Basta odio»

Domani alle 16 i funerali nella chiesa parrocchiale del paese

Il presunto assassino Luca Agostino e la vittima Armando Tortolani
di Vincenzo Caramadre e Roberta Pugliesi
3 Minuti di Lettura
Giovedì 23 Maggio 2024, 07:02 - Ultimo aggiornamento: 09:53

Due coltellate fatali, una al petto (all’altezza del cuore), l’altra alla gola. E’ morto così Armando Tortolani, il 42enne di Villa Latina aggredito sotto casa domenica scorsa. In cella, con l’accusa di omicidio è finito Luca Agostino, 41enne accusato di aver sferrato i fendetti con un coltello di 20 centimetri al compaesano per dissidi familiari. Ieri mattina c’è stata l’autopsia sul corpo della vittima, disposta dal pm Flavio Ricci della procura di Cassino, che coordina le indagini dei carabinieri della sezione operativa della compagni di Cassino e dei colleghi della stazione di Atina. Il presunto responsabile è stato arrestato, nell’immediatezza dei fatti, dai militari del nucleo Radiomobile di Cassino.

Nel primo pomeriggio terminato l’accertamento di medicina legale eseguito dal dotto Gabriele Margiotta, al quale hanno partecipato i consulenti di parte, Renato Mattei per la parte civile e Giuseppe Delli Colli per la difesa nominati rispettivamente dagli avvocati Michelangelo Montesano Cancellare a Marco Rossini, è stato rilasciato il nullaosta per le esequie che si terranno domani pomeriggio alle 16 nella chiesa parrocchiale di Villa Latina.

IL MOVENTE

Le indagini ora vanno avanti per cristallizzare, anche attraverso consulenze e testimonianze, quello che è accaduto domenica nel tardo pomeriggio. Una scatto di “orgoglio” ritengono gli inquirenti ci sia alla base del “chiarimento” cercato da Luca Agostino dopo che gli era stato riferito di parole e sguardi alla cognata in un bar della Val Comino. Il resto è ormai noto: la lite sotto il palazzo dove viveva la vittima, il coltello e la scia di sangue ben visibile anche nelle ore successive in via Petitti, a due passi dal Museo della Zampgna.

IL SINDACO 

Nel frattempo il sindaco Luciano Persichini e l’amministrazione comunale di Villa Latina riflettono sull’accaduto, fiduciosi che la giustizia farà il suo corso. Si esprimono pubblicamente anche a seguito di numerosi post sui social, commenti, chiacchiere di paese che si moltiplicano di ora in ora dopo i fatti accaduti che hanno suscitato shock e commozione ma anche profonda inquietudine. «L’intera comunità di Villa Latina si è ritrovata a vivere una vita surreale che mai nessuno avrebbe potuto immaginare. Siamo tutti scossi per quanto è accaduto. Il nostro pensiero costante è rivolto al nostro caro Armando e alla sua famiglia, senza però dimenticare altre figure fragili coinvolte. Sappiamo che è un momento difficile per tutti ed è altrettanto difficile, se non impossibile, accettare tanta crudeltà», hanno detto. Quindi l’invito a non alimentare sentimenti di odio ed a mantenere un «comportamento pacifico e rispettoso nei confronti di tutti», soprattutto nel rispetto di Armando e della sua famiglia. Il sindaco parla di valori «quelli che tutti conosciamo e che qualcuno forse non ha mai apprezzato. Quei sani valori su cui Armando ha costruito la propria famiglia e la propria vita». Altrettanto pregnanti le parole di una cittadina proprio sotto il post del Comune che elogia lo sforzo delle istituzioni di evitare il peggio o reazioni scomposte ma anche tutelare i minori coinvolti. «Esiste una linea rossa nell'essere umano, così come in una comunità di persone, un confine estremo e ultimo che non può essere mai oltrepassato, che è quello della vita. Qualunque sia il movente o le ragioni, una volta oltrepassata quella linea rossa, indietro non si può tornare, non si può aggiustare, non si può cancellare, e quindi credo sia doveroso pretendere azioni affinché mai più si possa ripetere una tragedia del genere».

© RIPRODUZIONE RISERVATA