L'Ance: "Per il rilancio serve un brand Cassino".
Priorità un nuovo turismo

Giovedì 24 Settembre 2020 di Elena Pittiglio
Un territorio che cresce demograficamente con 3.156 residenti, produce 1,1 mld di euro l’anno contro i 4,7mld della provincia di Frosinone e i 70mld della regione Lazio. Che vede crescere il suo reddito Irpef nel quinquennio 2012-2017. Un territorio snodo tra nord e sud, in posizione trasversale tra il Mar Tirreno e l’Adriatico, sede di una università e ricco di  un patrimonio artistico-storico-culturale. La lista non si esaurisce qui, se pensiamo allo stabilimento Fca e al suo indotto. Tutto questo, però, non è sufficiente. L’area del Cassinate è continuamente in affanno. Il motivo? Non sa sfruttare i suoi punti di forza. A questa conclusione è giunto lo  studio presentato da Ance Frosinone nell’Aula Magna del Polo della Folcara. A realizzarlo su mandato della stessa  Ance  è stato  Cresme Ricerche. L’obiettivo del  lavoro, voluto dal presidente  dell’associazione dei costruttori  edili, Libero Angelo Massaro, è stato individuare le aree dove intervenire per avviare una ripresa e un nuovo sviluppo del territorio.  Quella Cassinate è un’area che non può aspettare ulteriormente.  Per risollevarsi ha bisogno di una nuova visione di sviluppo, che miri a ridisegnare  la città e sappia valorizzare le ricchezze che ha. Cassino e il Cassinate necessitano di un brand: il ‘brand Cassino’. Ad esserne convinto  è Lorenzo Bellicini, direttore del Cresme ricerche: “Cassino ha bisogno di un brand. E deve usare meglio quello che ha: la posizione geografica, l’università e il turismo”. Il primo punto di forza della città è la sua posizione. “Cassino è il punto di passaggio tra nord e sud. Una città che si colloca in posizione periferica rispetto alle aree urbane forti di Roma e Napoli, ma costituisce sia un nodo delle direttrici longitudinali, sia di quella  trasversale tra il Lazio meridionale e le regioni adriatiche” ha evidenziato il direttore del Cresme. Una posizione che è diventata ancora più strategica con il Treno ad Alta velocità. “Le distanze – ha sottolineato il presidente Massaro – si sono accorciate. Possiamo raggiungere in poche ore Milano, Firenze e ritornare in giornata”.  Il secondo punto di forza è rappresentato dall’università. La crisi degli ultimi anni fa registrare una flessione in numero di iscritti rispetto al  2010, quando gli studenti erano 10 mila. “Nell’anno accademico 2018/2019 l’università conta circa 7.300 iscritti per 38 corsi di laurea. E circa il 30%  di questi nella facoltà di Ingegneria”. In sintesi per il direttore del Cresme bisogna puntare su Ingegneria per “sviluppare innovazione di processi e di tecnologie”. Ma Cassino, dall’analisi dettagliata illustrata nel corso del convegno, perde pezzi principalmente nel settore turistico, dove l’unico polo d’attrazione rimane l’abbazia di Montecassino con un volume di visitatori superiore ai 270 mila e in perdita di 320 mila visitatori (-54%) nell’arco di un decennio. Oltre l’abbazia, le altre realtà non riescono a intercettare i flussi turistici. Esempio è il Museo Archeologico che segna 22,6 punti in percentuale in meno. In Ciociaria a fare la parte del leone, in termini di visitatori, è Fiuggi. “Il territorio del Cassinate – ha rivelato il direttore -  mostra grandi potenzialità di crescita turistica. Esiste un’ampia offerta potenziale legata alla natura, alla biodiversità, ai beni storici-architettonici ed all’enograstronomia attualmente non valorizzata”. Il Covid ha cambiato le abitudini: molte famiglie limiteranno la vacanza nel tempo e nello spazio, preferendo mete locali. Da qui la necessità di creare un marchio. Opportunità e scenari sono stati delineati anche per il settore dell’Automotive. Lo stabilimento Fca ha perso negli ultimi anni 1.400 posti. Secondo il direttore Bellicini “il suo futuro è determinante per l’economia di tutto il sistema”. Dalla ricerca emerge la necessità “di costruire una nuova visione strategica per lo sviluppo del territorio”.
  Ultimo aggiornamento: 25 Settembre, 08:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA