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Nuova sala al castello dei Conti, rivive la spada nella roccia

Nuova sala al castello dei Conti, rivive la spada nella roccia
di Marco Barzelli
2 Minuti di Lettura
Lunedì 4 Luglio 2022, 09:15

Ieri sera apertura straordinaria del Castello dei Conti con la nuova sala dedicata a San Galgano e al cardinale Stefano de Ceccano. C'è tutto un intreccio tra il canonizzato cavaliere medievale e il nipote dell'abate di Fossanova Giordano.
La rappresentazione del legame è la spada nella roccia, riprodotta nel maniero e presentata in anteprima sabato con il libro Excalibur, la spada nella roccia tra mito e Storia e il suo autore Francesco Marzella. Il ricercatore dell'università di Cambridge ha approfondito la leggenda di Re Artù. La richiama la spada di Galgano conficcata in una roccia dell'eremo di Montesiepi tra le rovine dell'abbazia di Chiusdino. La leggenda narra che Giordano fu tra i tre abati che seppellirono Galgano nel 1181, e suo nipote Stefano tra i principali finanziatori della costruzione del complesso. Al Castello in precedenza si erano già registrate le inaugurazioni delle sale dedicate ai santi Bernardo di Chiaravalle e Tommaso d'Aquino. A curarne la ristrutturazione, riqualificando stanze abbandonate e piene di calcinacci, il già assessore alla cultura Stefano Gizzi con l'allora collaboratore Alessio Patriarca. La riproduzione della spada è contornata da opere e reperti che, come nelle altre sale, arrivano anche da collezioni private o sono frutto di lunghe ricerche. Da tre mesi, però, Gizzi non è più assessore per via delle sue posizioni filorusse. Ora il delegato alla cultura, mentre Angelo Macciomei è entrato in giunta con altre competenze, è proprio l'ormai più giovane consigliere comunale. Sia lo stesso Patriarca che il suo predecessore hanno presenziato alla due giorni. «Sono davvero soddisfatto - così Gizzi - di aver promosso questo importante investimento, con il lavoro quasi quotidiano di oltre un anno, che valorizza al meglio il Castello dei Conti e la sua storia meravigliosa». Da qui l'intervento del suo successore: «È il primo evento con il quale mi trovo da consigliere - ha dichiarato Patriarca -. Ho potuto seguire tutti i lavori all'interno delle sale anche grazie all'avvocato Gizzi, che mi ha permesso di aiutarlo durante il suo mandato. Un grazie va anche all'amministrazione, al sindaco Caligiore e al consigliere Bronzi, che con piacere hanno accolto questa mia proposta». A scatenare grande ilarità ieri, creando inavvertitamente un legame con la Puglia, un lapsus social di Caligiore: «Intitolata la sala a San Gargano».
 

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