Muore per un'infezione, aperta inchiesta: autopsia sulla salma di un 59enne di Castro dei Volsci

Muore per un'infezione, aperta inchiesta: autopsia sulla salma di un 59enne di Castro dei Volsci
di Marina Mingarelli
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Venerdì 7 Gennaio 2022, 08:36 - Ultimo aggiornamento: 14:23

Ciociaro muore al policlinico Gemelli di Roma in circostanze sospette, i familiari hanno presentato una denuncia contro ignoti per omicidio colposo. Il calvario di Santino Razzeca un uomo di 59 anni residente a Castro Dei Volsci ha inizio nel settembre del 2020 quando si sottopone ad una colonscopia di controllo per un tumore.

Dopo 20 giorni l'uomo inizia ad accusare mal di schiena e ad avere difficoltà a muovere una gamba. A gennaio il paziente ha ripetuto l'esame e in questa circostanza viene evidenziato un foro al colon ma viene monitorato come una fistola e non come una perforazione. Dopo qualche tempo il 59enne non riesce più a deambulare. I medici trattano la patologia come nervo sciatico infiammato. La risonanza magnetica dà però esito negativo.

A quel punto si decide di fare un intervento sull'addome ed a marzo dello scorso anno Santino Razzeca viene operato presso un ospedale frusinate. Sottoposto a Laparotomia esplorativa viene dimesso ad aprile. A maggio però accusa le stesse problematiche e viene operato nuovamente. Questa volta viene sottoposto ad un intervento chirurgico. Il 16 giugno viene trasferito in un altro presidio ospedaliero e trattato con dei tamponi sulla ferita all'addome lasciata aperta a causa di un batterio.

Dopo un mese le sue condizioni peggiorano e l'uomo viene trasferito allo Spaziani. Qui i sanitari scoprono che la ferita si era infettata. A questo era stato evidenziato un ulteriore foro lungo 12 centimetri posizionato tra l'osso sacro e l'anca sinistra. Ma il calvario di Santino non è ancora finito. Nel settembre del 2021 viene ricoverato all'ospedale di Latina dove gli viene praticato il drenaggio per asportare tutti i liquidi dalla gamba sinistra. Poi viene trasferito di nuovo a Frosinone dove viene trattato con cure antibiotiche fino al 4 novembre del 2021.

Qui i medici decidono di chiudere la ferita all'addome e di asportare il drenaggio. Dopo cinque giorni però nell'addome si forma una sacca di liquido. Nell'asportare questa sacca il paziente subisce la perforazione dell'intestino. I familiari, disperati, si rivolgono ad un chirurgo oncologo del Gemelli il quale dopo aver esaminato tutta la documentazione ha evidenziato che quella diagnosticata nel corso della colonscopia non era una fistola ma una lesione procurata. E veniamo al 15 di dicembre, quando il 59enne ciociaro viene ricoverato al Gemelli.

L'uomo morirà il primo gennaio in sala rianimazione. I familiari si sono rivolti agli avvocati Giuseppe Lo Vecchio, Alessia Turriziani, Paolo arduini e Matteo Loffredi per essere rappresentati nelle opportune sedi. Massimo riserbo per quanto riguarda gli esiti dell'esame autoptico effettuato da dott. Luca Milano. All'autopsia ha partecipato anche il prof. Carlo Maria Oddo consulente di parte.
 

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