Montecassino, il documentario sulla guerra proiettato al Quirinale

Evento organizzato dallo Stato Maggiore della Difesa in collaborazione con l’Associazione Linea Gustav

Montecassino
di Domenico Tortolano
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Venerdì 24 Maggio 2024, 07:12

Un documentario “Montecassino e la Valle del Liri, l’umanità, la storia e le culture travolte dalla guerra”, prodotto dallo Stato Maggiore della Difesa, è stato proiettato la settimana scorsa al Quirinale. Il documentario sarà presentato a Cassino, nell’ambito di un evento organizzato dallo Stato Maggiore della Difesa in collaborazione con l’Associazione Linea Gustav, al fine di coinvolgere le cittadinanze di quei luoghi che ottant’anni fa furono teatro di violenti scontri. Il filmato si è tenuto nell’Archivio Storico della Presidenza della Repubblica del Quirinale, a Roma, alla presenza del Segretario di Stato Ugo Zampetti, delle più alte cariche dello Stato italiano e dell’Ambasciatore della Repubblica di Polonia, Anna Maria Anders e degli amministratori comunali del Cassinate. Il documentario, diretto da Marco Kuveiller nasce da una idea del Generale Alfonso Manzo e ripercorre le vicende della Guerra di Liberazione che hanno interessato l’Alto Casertano, il Lazio Meridionale e il litorale laziale tra il 1943 e il 1944, fino all’ingresso degli Alleati a Roma.

L’ASSOCIAZIONE

L’Associazione Linea Gustav, di Piedimonte San Germano, ha fornito la consulenza storico-logistica, e le narrazioni in campo delle operazioni militari, come anche la descrizione del campo di battaglia, sono a cura di Damiano Parravano che, con Maria Gabriella Pasqualini, ha curato la parte storica. I materiali audiovisivi d’epoca sono stati forniti dall’Istituto Luce. L’evento ha avuto inoltre il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri. «Grazie a questo lavoro - dichiara il Presidente dell’Associazione Linea Gustav, Damiano Parravano - non solo abbiamo provato a raccontare la complessità della vicenda bellica con quel rigore storico- scientifico che merita, ma è stata data anche voce a un territorio, alla sua gente e alle sofferenze patite in quegli anni bui. Desidero esprimere - continua Parravano - il senso della più sincera riconoscenza allo Stato Maggiore della Difesa, nella persona del Generale Alfonso Manzo e a quanti hanno collaborato».

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