Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Molestie in una classe di scuola primaria del Cassinate, maestro si difende

Molestie in una classe di scuola primaria del Cassinate, maestro si difende
di Vincenzo Caramadre
3 Minuti di Lettura
Venerdì 1 Aprile 2022, 07:23 - Ultimo aggiornamento: 07:25

Le molestie a sfondo sessuale nei confronti di quattro bambini di 9 anni si sarebbe verificate in classe, in un piccolo plesso di una scuola Primaria del cassinate, durante le ore di lezione, tra il 2016 e il 2017. Lui, però, l'imputato ieri è comparso in aula, dinanzi al collegio penale del Tribunale di Cassino dove risponde di violenza sessuale aggravata, ed ha ricostruito la sua versione dei fatti. Il maestro, ora pensionato, ha parlato di «semplici atteggiamenti amichevoli con gli alunni» escludendo qualsiasi altra finalità.

La vicenda viene a galla nella primavera del 2017, quando nel piccolo centro cominciano a rincorrersi voci sul maestro che allunga le mani sugli alunni. Una ridda di voci che ben presto portano il diretto interessato a presentare anche una denuncia contro ignoti. Tutto sembra finito lì, ma in realtà la storia era appena iniziata. Diversi genitori dei piccoli che frequentano la classe dove insegna l'uomo si coalizzano e chiedono un incontro al dirigente scolastico. Partecipa anche il maestro e gli viene contestata la troppa «confidenza» nei confronti degli alunni. Successivamente, però, parte una denuncia e le indagini dei carabinieri che contestano all'uomo le molestie sessuali.

A seguito dell'incidente probatorio alcuni bambini confermano altri no. Dunque nel processo si sono costituite quattro parti civili tramite gli avvocati Manlio Sera ed Emanuele Carbone. Ieri il pensionato, dinanzi al collegio penale presieduto dal giudice Gioia, ha ricostruito i vari passaggi. Rispondendo alle domande del pm De Franco ha detto: «Dopo l'incontro con i genitori, nel quale mi veniva contesta la troppa confidenza data agli alunni, la dirigenza non adottò al provvedimento, fui io a chiedere di essere esonerato dall'insegnamento in quella classe. Non mi spiego - ha aggiunto - perche mi è stato fatto tutto questo, in 34 anni d'insegnamento ho donato solo amore e dedizione ai miei alunni, non ho mai svolto ruolo con severità».

Ha confermato che, in qualche occasione, durante la correzione dei compiti o per confortare, in momenti di difficoltà, qualche alunno si è seduto sulle sua gambe, ma nulla più. «È successo che qualche alunno si è seduto sulle mie gambe, ma è sempre stato un gesto affettuoso», ha aggiunto. Rispondendo alle domande del suo legale, l'avvocato Ermete Grossi, ha sottolineato che dopo la riunione con i genitori, il padre di una bambina andò a casa per chiarire. «Si volle scusare subito», ha spiegato l'ex maestro. La prossima udienza a settembre.
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA