CORONAVIRUS

Lotta alle dipendenze, la Asl di Frosinone prima nel Lazio

Venerdì 3 Luglio 2020 di Aldo Simoni
SANITÀ
C’è un lavoro costante, silenzioso, pertinace che raggiunge le case di migliaia di cittadini e che rappresenta una vera eccellenza della sanità frusinate.
I traguardi sono stati certificati dal Dep Lazio (Dipartimento di Epidemiologia Regionale) che ha pubblicato la “Relazione 2019 sul fenomeno delle dipendenze nel Lazio” . 
Un volume di oltre 200 pagine ricche di dati e di analisi sulle dipendenze che testimoniano, ancora una volta, lo straordinario lavoro quali-quantitativo del SerD (il Servizio che cura le Dipendenze) della Asl di Frosinone.
LE SEDI
Ebbene, la Regione ha certificato che nelle sedi Asl di Frosinone, di Ceccano, di Sora, di Cassino, insieme alle 2 Case Circondariali di Frosinone e Cassino, il personale della struttura SerD ha erogato (nel 2019) qualcosa come 224.359 prestazioni, risultando per quantità di lavoro, la migliore delle altre province del Lazio ed anche rispetto alle aziende sanitarie di Roma. 
In particolare, le prestazioni sono state: oltre 200 mila per le tossicodipendenze, 21.400 per la dipendenza dall’alcol. Vale a dire, poco più di un decimo rispetto ai tossici. 
«Ma non vanno dimenticati anche i giocatori d’azzardo che rappresentano un buon 2% di questi interventi - precisa il dottor Nando Ferrauti, Direttore del Serd - . Ma attenzione: una cifra così bassa non deve ingannare, perchè i “malati da gioco” sono molti, ma molti di più; solo che spesso vengono classificati (erroneamente) come vittime di un “vizio” e, dunque, non vengono curati, come invece dovrebbero».
LA MOBILITÀ
Un lavoro così intenso e costante ha dunque quasi completamente cancellato il ricorso (la cosiddetta mobilità) alle cure di altre Asl (soprattutto quelle Romane), rendendo la Asl di Frosinone, di contro, una delle più apprezzate (in questo campo) nel Lazio. Non a caso il SerD è al primo posto, in Italia, per «minor consumo» di farmaci.
«Cosa vuol dire? E’ semplicissimo - prosegue Ferrauti - Significa che lavoriamo molto sulla psicoterapia individuale e sui gruppi. Ne consegue che, ad esempio, siamo al primo posto in Italia per “minor uso di metadone” ».
In altre parole, anzichè seguire la strada più comoda (come “stordire” i pazienti con i farmaci o con il metadone) si lavora molto più in profondità. Sulle cause del malessere. E questo implica un dedizione professionale costante e particolarmente impegnativa. Seppur con pochi mezzi.
LE CARENZE
«Purtroppo di queste carenze - aggiunge Ferrauti - ne abbiamo pagato le conseguenze durante la recente quarantena. Per seguire i pazienti, ad esempio, abbiamo organizzato appuntamenti “a distanza”, via internet. Peccato, però, che qui a Frosinone non abbiamo nemmeno la linea; ragion per cui i colleghi hanno organizzato questi incontri con i pazienti da casa (quindi extra orario lavorativo) senza il riconoscimento di un lavoro straordinario. Un po’ meglio è andata a Ceccano. E i risultati raggiunti, oggi, ci premiano per questi sforzi».
«Dall’analisi dei numeri riportati nel Rapporto del Dep - osserva Danilo Magliocchetti - consigliere comunale di Frosinone - si evidenzia che in provincia di Frosinone i casi di dipendenza che meritano maggiore attenzione e che devono essere seguiti con particolare sensibilità sono oggettivamente, dati inequivocabili alla mano, quelli legati all’abuso di alcool da una parte e dal gioco d’azzardo dall’altro. E’ di cristallina evidenza pertanto che le politiche di informazione sul gioco d’azzardo devono ulteriormente essere implementate sul territorio, specialmente in questo momento, post Covid, di particolare crisi socio economica, laddove l’illusorio ricorso al gioco, sembra essere l’unica soluzione ai problemi».
I SERVIZI
«Ma attenzione - conclude il dottor Ferrauti - leggendo cifre così alte non bisogna cadere in errore. Non significa che i ciociari sono tutti drogati o alcolizzati. Significa, molto più semplicemente, che i servizi sul territorio sono più ramificati, efficienti e presenti nella realtà del territorio».
Infine una considerazione: considerando che la quarantena (e con essa l’isolamento) ha accentuato enormemente queste patologie, è facile prevedere che i numeri del 2020 siano ancor più importati. Insomma, una vera eccellenza per la Asl.
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