Omicidio di Serena Mollicone, dalle rivelazioni choc al suicidio: in aula il calvario del brigadiere Tuzi

Il carabiniere si tolse la vita dopo aver raccontato che la ragazza era andata in caserma

Serena Mollicone e Santino Tuzi
di Vincenzo Caramadre
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Sabato 23 Ottobre 2021, 10:04 - Ultimo aggiornamento: 16:33

Tredici lunghi giorni, dal primo interrogatorio fino alla tragedia, quando decise di togliersi la vita. È il calvario di Santino Tuzi, il brigadiere dell'arma che, con le sue dichiarazioni, rilasciate sette anni dopo il delitto di Serena Mollicone, ha segnato la svolta nel giallo di Arce.

Ieri nel corso del processo per fare luce sull'omicidio, sono stati ascoltati due ex investigatori, il luogotenente Sperati e il colonnello Saravo. Sono state ripercorse le fasi dell'indagine che nel 2008, dopo le informative maresciallo Gaetano Evangelista, si concentrarono per la prima volta nella caserma di Arce, sulla porta contro la quale sarebbe stata sbattuta la studentessa e attorno alla famiglia Mottola.

La svolta sette anni dopo il delitto 

Il 28 marzo 2008, ascoltato nella stazione dei carabinieri di Arce, Tuzi affermò di aver visto Serena entrare in caserma la mattina del primo giugno 2001, giorno della sua scomparsa.

L'8 aprile i carabinieri, con l'autorizzazione del magistrato, registrano la conversazione tra lui e il suo ex collega, il luogotenente Vincenzo Quatrale. Il colloquio viene captato da una microspia installata nell'auto di Quatrale che il giorno della scomparsa di Serena era in servizio insieme a Tuzi.

«Decidemmo di coinvolgere Quatrale perché c'era un forte legame umano con Tuzi. Volevamo capire se qualcuno voleva far ritrattare la deposizione resa da Tuzi il 28 marzo, anche perché nell'ambito delle informazioni avute, pare che Tuzi avesse espresso la volontà di non confermare quelle dichiarazioni», ha affermato ieri il maresciallo Sperati, rispondendo alle domande del pubblico ministero Beatrice Siravo.

Il pm ha però contestato al teste il fatto che negli atti non «c'è traccia della possibile ritrattazione di Tuzi». Quei giorni terribili proseguono con la mattina del 9 aprile 2008, quando Tuzi ascoltato in procura a Cassino ritratta e dice «non conoscere» la persona entrata in caserma. Salvo poi cambiare versione e confermare la dichiarazione del 28 marzo.

La decisione di collaborare di Tuzi poteva essere il punto di svolta dell'inchiesta sull'omicidio di Serena che era giunta a un punto morto. Le sue rivelazioni soprattutto confermavano i sospetti del maresciallo Gaetano Evangelista, che aveva preso il comando della stazione dei carabinieri di Arce dopo Franco Mottola. Secondo Evangelista, che aveva riaperto le indagini sul caso Mollicone, la verità sul delitto di Arce andava cercata in caserma. E la testimonianza di Tuzi ne era quindi la prova.

Le nuove accuse sul suicidio del brigadiere

Cosa altro nascondeva il brigadiere? Nessuno può saperlo. La mattina dell'11 aprile il carabiniere viene trovato morto, con un colpo di pistola, partito dalla sua arma d'ordinanza.
Il suicidio all'inizio non venne associato all'omicidio di Serena. La Procura di Cassino archiviò il caso sostenendo che dietro l'insano gesto c'erano questioni personali. Sono dovuti passare altri 8 anni per collegare quel suicidio all'omicidio di Serena.

Secondo la Procura il brigadiere e il collega Quatrale si trovavano in caserma nelle ore in cui la ragazza sarebbe stata uccisa in uno degli alloggi in uso alla famiglia Mottola. E il luogotenente Quatrale è accusato anche di istigazione al suicidio (di Tuzi) perché, secondo la Procura, avrebbe fatto pressioni sul collega per ritrattare. A sostegno di questa tesi, la Procura ha portato proprio il colloquio tra Quatrale e Tuzi intercettato dalla microspia che la Procura fece installare nell'auto di Quatrale con il consenso di quest'ultimo.

Delle testimonianze di Tuzi oggi restano i nastri e non solo. A raccogliere le confidenze del brigadiere fu l'ex luogotenente Gabriele Tersigni che nel 2008 era al comando della Stazione dei carabinieri di Fontana Liri, dove Tuzi era stato trasferito. Tersigni verrà ascoltato nelle prossime udienze.
 

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