Shoah, nel Giorno della Memoria parte il progetto per gli studenti ciociari: fari su San Donato, storie e gesti d'eroismo

Una veduta di San Donato
di Stefano De Angelis
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 26 Gennaio 2022, 00:33 - Ultimo aggiornamento: 00:39

Non dimenticare lo sterminio e le persecuzioni del popolo ebraico e sensibilizzare i giovani sugli orrori avvenuti nella Seconda guerra mondiale durante l’occupazione nazista. Prende il via il progetto intitolato “I luoghi della memoria: la Shoah e l’internamento in Ciociaria”. Approvato dalla Regione e patrocinato dalla Provincia di Frosinone, è stato realizzato da “Progetto memoria”, Irase nazionale e Istituto Italo Viglianesi.

L’obiettivo è aumentare la conoscenza e la consapevolezza sulle sofferenze e sui fatti che hanno caratterizzato una delle pagine più nere della storia del ventesimo secolo: l’internamento, gli arresti e le deportazioni degli ebrei tra il 1940 e il 1945. E non poteva che essere il 27 gennaio, data ormai scolpita per la ricorrenza internazionale del “Giorno della Memoria”, la data scelta per iniziare questo percorso con gli studenti della Ciociaria. Si articola in cinque fasi e la prima è in programma domani con una videoconferenza, dalle 10.30 alle 13, aperta a tutte le scuole medie e superiori.

Il progetto si focalizza su quanto avvenuto in quegli anni a San Donato Val di Comino, che è stato non solo luogo d’internamento, ma anche il paese della provincia a far registrare più arresti tra gli ebrei e il comune ad ospitarne di più tra quelli stranieri confinati nel Lazio. Ci sarà spazio anche per raccontare e approfondire i gesti di solidarietà e di eroismo compiuti dalla popolazione per cercare di salvare gli ebrei dalla cattura e dalla deportazione nei campi di concentramento, quindi dalla morte.

All’incontro parteciperanno il presidente della Provincia, Antonio Pompeo, il consigliere provinciale Daniele Maura, il consigliere provinciale e sindaco di San Donato, Enrico Pittiglio. A seguire interverranno: Sandra Terracina e Paola Modigliani, rispettivamente coordinatrice e vicepresidente di “Progetto memoria” con la seconda testimone della Shoah quando era bambina; Mariolina Ciarnella e Fabrizio Di Stante, la prima presidente di Irase nazionale e il secondo responsabile della progettazione dello stesso istituto; Roberto Campo e Paolo Saija dell’Istituto Viglianesi.

«Servono momenti di riflessione – ha spiegato Pompeo – per coinvolgere i nostri giovani attorno ai temi dell’Olocausto, delle discriminazioni e della diversità che hanno segnato quel periodo e che ancora oggi devono essere elaborati e discussi affinché il ricordo si trasformi in memoria e punto di partenza per la consapevolezza di una memoria collettiva e per fare in modo che i ragazzi siano i migliori testimoni di pace». «La scuola spesso lavora solo su una memoria legata ai libri di testo, noi, invece, - afferma la professoressa Ciarnella - entriamo in altri concetti, più tangibili, come le visite ai luoghi o l’ascolto dei racconti dei sopravvissuti. La Shoah deve essere raccontata, ma anche spiegata per la sua unicità e come essa si distingue dagli altri stermini».

© RIPRODUZIONE RISERVATA