Comunali di Frosinone, la mobilità anima il confronto tra candidati: prime schermaglie

Comunali di Frosinone, la mobilità anima il confronto tra candidati: prime schermaglie
di Gianpaolo Russo
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Mercoledì 18 Maggio 2022, 14:52 - Ultimo aggiornamento: 15:11

Mobilità alternativa e traffico cittadino. Sono stati questi i temi trattati nel primo incontro pubblico tra i cinque candidati a sindaco di Frosinone nel confronto organizzato dalla Fiab, federazione ambiente e bicicletta di Frosinone.

Note di colore: al dibattito l’ex sindaco Domenico Marzi è l’unico a presentarsi davvero in bicicletta. Con la sua bici elettrica (anche il colore blu è elettrico) si presenta da sportivo vero anche se l’abbigliamento è tutt’altro da ciclista: pantaloni, camicia, giacca e cravatta color verde bottiglia. Tutti gli altri si presentano a piedi. Elegante anche il socialista Vincenzo Iacovissi con una sgargiante cravatta rossa come a sottolineare chi fosse il vero rappresentante di sinistra. Quindi l’altro candidato di centrosinistra, Mauro Vicano, e il candidato di centrodestra Riccardo Mastrangeli eleganti ma sobri: entrambi senza cravatta. Infine il civico Giuseppe Cosimato, il più sportivo in jeans e giacca beige.

LE RISPOSTE
L’avvio del confronto, condotto dalla rappresentante dell’associazione e giornalista Marina Testa, è alla camomilla e alla domanda su quale fosse la percezione del traffico e della mobilità cittadina il primo a rispondere è Domenico Marzi: «Il problema delle ciclabili è connesso al territorio, le strade principali sono strette e trafficate. L’ascensore inclinato non va raddoppiato, ma rimesso subito in funzione».

Poi è stata la volta del civico Giuseppe Cosimato: «Non siamo affatto contenti. Anzi, alcuni recenti interventi l’hanno aggravata. Non è solo una questione di realizzare le piste ciclabili ma il trasporto pubblico dovrebbe disincentivare l’uso delle auto e l’ascensore inclinato va riattivato».

«Non è un caso - argomenta Vincenzo Iacovissi – che la qualità di vita a Frosinone sia tra le più basse. A fronte di 44mila residenti c’è un traffico di 150mila persone. Occorre completare l’anello viario intorno alla città per evitare che la mobilità di transito diventi mobilità interna».

«Occorre ripensare la cultura del movimento – afferma Riccardo Mastrangeli -. Molto è stato fatto. Tra realizzato e progettato abbiamo creato una rete ciclabile di 20 km, creato parcheggi di scambio come quello che verrà inaugurato in settimana alla stazione, ottenuto l’ok per il finanziamento della metropolitana leggera che unirà Scalo e De Matthaeis».

«Il traffico a Frosinone è disordinato, caotico, irritante, fonte di inquinamento e poco rispettoso per i più deboli e cioè i disabili – ribatte Mauro Vicano -. E le rotatorie a De Matthaeis hanno peggiorato il problema. Oramai il cittadino si è assuefatto: quando scende da viale Mazzini o da viale Roma si resta stupiti se non si trovano lunghe code».

Poi il dibattito si anima. E’ Domenico Marzi che cerca di incalzare il candidato Riccardo Mastrangeli che però ribatte colpo su colpo senza scomporsi più di tanto. Vicano “affonda” sui due principali contendenti: «Perché parlate di faremo? Cosa avete fatto sinora visto che avete governato ciascuno per 10 anni?». Iacovissi, il più giovane, sembra un veterano: ritmi giusti, elegante, mai toni sopra le righe. Cosimato non sfigura certo, anzi anche lui si mostra deciso ed anche abbastanza sintetico nell’illustrare le sue idee.

Su come risolvere il problema del traffico Iacovissi propone quello di chiudere l’anello viario, creare sensi unici, estendere il trasporto pubblico anche in periferia.

Marzi vuole tempi certi delle corse dei bus, acquisto facile dei biglietti. Poi attacca Mastrangeli sulla metropolitana leggera: «Un progetto che si farà tra 15 anni. E poi dov’è lo spazio di manovra di questo mezzo?». «La metropolitana – ha ribattuto Mastrangeli - non è un libro dei sogni ma i soldi ci sono. E’ su gomma e non su rotaia, avrà uno spazio suo in sicurezza e va avanti ed indietro senza dover ruotare come i vecchi tram. Sei rimasto indietro di anni, caro Memmo».

Anche Vicano e Cosimato puntano sulla mancanza di efficienza del mezzo pubblico di trasporto. Sulle reti ciclabili tutti d’accordo che non possono da sole bastare a risolvere il problema viabilità così come l’uso dei monopattini. «Bisogna adottare scelte impopolari – dice Marzi – ma le ciclabili vanno fatte». «Le stiamo facendo – ribatte Mastrangeli -. In settimana apre il nuovo cantiere del tratto Scalo-parco Matusa». «Occorre pensare anche a nuovi parcheggi ed inserire la Monti Lepini come strada urbana servita dal trasporto pubblico locale» spiega Vicano. «Le ciclabili diffondono la cultura di una nuova mobilità» dice Cosimato.


ISOLE PEDONALI
Si parla anche di isole pedonali che vanno ripensate per Vicano, Iacovissi e Cosimato per non tenere in ostaggio i residenti del centro storico e non vanno fatte nelle giornate di pioggia. Quindi su una ciclabile nel futuro parco Cosa? «Sinora – risponde Mastrangeli - non si è potuta fare perché non c’erano fondi, ora la inseriremo nel Pnnr». «Ci sono finanziamenti ad hoc che potevano essere attivati» ribatte Vicano. «Impossibile realizzare una ciclabile lungo tutto il fiume Cosa cittadino. Valorizziamo lo Schioppo» afferma Marzi. «Il parco si può fare se pubblico e privato trovano una sintesi» aggiunge Iacovissi. «Sì a collegare Schioppo, parco Fontanelle e Fontana Tonica» chiude Cosimato. Cala il sipario del primo confronto. Oggi si replica a Unindustria.

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