Provinciali Frosinone, Mastrangeli in campo. Stoccata a FdI: «Patto con chi schifa la fiamma»

Provinciali Frosinone, Mastrangeli in campo. Stoccata a FdI: «Patto con chi schifa la fiamma»
di Stefano De Angelis
4 Minuti di Lettura
Lunedì 28 Novembre 2022, 08:53 - Ultimo aggiornamento: 13:02


È sicuro di uscire dalle urne con un buon risultato e confida di strappare il pass per la presidenza della Provincia. Riccardo Mastrangeli, 62 anni, sindaco di Frosinone, è certo: «Abbiamo ottime possibilità di giocarci la partita». E di vincere, sussurra. Sono le 11 di ieri quando Mastrangeli varca la soglia di palazzo Iacobucci con un plico in mano. Sono i fogli che contengono le firme di 260 amministratori comunali della Ciociaria, sindaci e consiglieri, che hanno sottoscritto la sua discesa in campo per lo scranno più alto di piazza Gramsci.

La questione rifiuti è uno dei cavalli di battaglia di Mastrangeli: «La discarica di Roccasecca - spiega - non sarà mai più riaperta. Il sud della provincia ha già dato. Su questo mi impegno sin da oggi nel caso dovessi diventare presidente. Sono l'unico tra i candidati che può condurre questa battaglia». Un messaggio chiaro rivolto anche al sindaco civico di Roccasecca e agli undici colleghi del Cassinate che avevano puntato su Giuseppe Sacco come possibile aspirante presidente.

Accanto a Mastrangeli ci sono l'ex commissionario straordinario della Provincia Giuseppe Patrizi e il consigliere d'aula di palazzo Iacobucci Andrea Amata (Lega). Un altro capitolo fondamentale citato è quello degli investimenti legati al Pnrr: «Bisogna lavorare per dare risposte ai problemi reali, utilizzando nel modo più efficiente ed efficace le risorse provenienti dal Pnrr - aggiunge il primo cittadino -. Su questo, forte anche della mia esperienza, sarò a completa disposizione dei Comuni». Il «recupero ambientale della Valle del Sacco e la bonifica delle discariche dismesse» sono alcuni degli altri obiettivi, oltre alla «valorizzazione del ruolo dei piccoli comuni».

FRONTE POLITICO
«Questa - aggiunge - dovrà essere una campagna elettorale vera, incentrata sui programmi, per far capire ai cittadini in che direzione si vuole andare». Il riferimento è alle prossime Regionali. Poi Mastrangeli analizza lo scenario politico che si è delineato sul campo della sfida per la presidenza, che ha fatto emergere la spaccatura del centrodestra e nel Pd. «Io sono un uomo indipendente in quota Lega. La mia, pur essendo una candidatura dalla forte valenza civica e amministrativa, è l'unica riconosciuta nell'ambito del centrodestra. Tra i firmatari e miei sostenitori - ha sottolineato - vi sono colleghi di tutti i partiti del centrodestra, anche di FdI, del centrosinistra e provenienti da componenti civiche». C'è anche un pezzo di Forza Italia. «Desidero ringraziare gli amministratori che hanno sottoscritto il mio impegno ha aggiunto Mastrangeli -. Le firme protocollate rappresentano solo una parte del consenso raccolto: ulteriori 150 amministratori, infatti, erano pronti a esprimere il loro supporto nei miei confronti. Per questo voglio ringraziare coloro che, alla fine, sono stati costretti a ritirare l'adesione».

È qui che si entra nel campo delle frizioni. I vertici di Fratelli d'Italia, infatti, d'intesa con una parte del Pd, quella che fa riferimento all'uscente Pompeo, hanno deciso di puntare sulla candidatura di Luigi Germani, sindaco di Arce, politico dal profilo civico, ma da sempre vicino al centrosinistra (aveva la tessera Pd fino allo scorso anno): «È un matrimonio innaturale - attacca Mastrangeli -. FdI dovrebbe spiegare come fa a schierarsi con un candidato che soltanto pochi giorni fa ha sostenuto che a lui la fiamma tricolore fa schifo. A me, invece, la fiamma piace, tanto che esponenti di FdI fanno parte della Giunta del capoluogo. Ho ricevuto diverse telefonate da amministratori comunali vicini a FdI che mi hanno assicurato il loro voto, dicendo no a un'alleanza con il Pd. E credo che molti convergeranno sull'unica soluzione di centrodestra».

C'è, però, la questione interna alla maggioranza del capoluogo. Quattro consiglieri di FdI non hanno sottoscritto la candidatura di Mastrangeli. «Non mi risulta neanche che abbiano firmato per altri - conclude il sindaco -. Ad ogni modo c'è tempo per valutare gli sviluppi, la questione sarà affrontata dopo il voto».
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA