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Comunali Frosinone, la sfida del socialista Iacovissi: «Chiudere col passato, la città deve risorgere»

Comunali Frosinone, la sfida del socialista Iacovissi: «Chiudere col passato, la città deve risorgere»
di Stefano De Angelis
4 Minuti di Lettura
Domenica 6 Marzo 2022, 06:45 - Ultimo aggiornamento: 10:51

I socialisti rompono gli indugi e, contrariamente a cinque anni fa, trovano la forza per compiere lo scatto. Una mossa che segna la discontinuità con le scelte, sofferte, che avevano portato il partito a stringere alleanze facendo, però, sempre un passo indietro. In sostanza il Psi, a Frosinone, ha deciso di separarsi dal Pd e di diventare la forza trainante di un’altra coalizione, sempre di centrosinistra. Non era scontato alla vigilia della campagna elettorale per le Comunali del capoluogo. Tra i militanti e i simpatizzanti della formazione politica che da qualche anno si è ripresa il garofano rosso come simbolo, c’è fiducia. Lo stesso clima si respira all’interno dei gruppi, al momento tre, che hanno deciso di confluire nello schieramento dando vita al “Nuovo centrosinistra”. Ed ecco che Psi, Più Europa, lista “Il cambiamento” e lista civica Segneri si sono uniti intorno al nome di Vincenzo Iacovissi candidato a sindaco. Sarà lui, 39 anni, vicesegretario nazionale del Psi e delfino dell’ex deputato Gian Franco Schietroma, a sfidare i big del centrosinistra e del centrodestra nella corsa per la conquista di palazzo Munari, nuova sede del Comune.


LA PRESENTAZIONE
Ieri, in occasione della presentazione della candidatura, c’è stata la prima uscita pubblica di Iacovissi. Per lui la parola d’ordine è «rinnovamento» e in un passaggio sugli altri aspiranti sindaco, Marzi lanciato dal Pd, il civico Vicano e Mastrangeli dato in pole per le primarie del centrodestra, ha chiosato: «Appartengono al passato». Tra accenni al programma e critiche alla maggioranza uscente, non ha nascosto la propria emozione per l’investitura. «Sono onorato, è un privilegio guidare questa compagine. Ci sono tante cose da fare per rilanciare la città, che ha assoluto bisogno di risorgere dalla paralisi, e non si può più attendere. Serve, però, - ha spiegato ancora Iacovissi - un cambio di passo e di mentalità. E anche di amministratori, non ancorati a una visione ormai superata, ma proiettati al futuro. Frosinone deve pensare in grande e avvicinarsi al modello europeo di città». Poi ha aggiunto: «Dal 2002 abbiamo perso 4mila residenti, oggi siamo poco più di 44mila, al contrario di Cassino che è salita da 32 a 36mila. Il calo demografico, il peso politico in discesa in ambito regionale, la qualità della vita peggiorata sono segnali d’allarme. Frosinone esiste fuori dai confini territoriali solo grazie ai successi del Frosinone calcio. La città deve tornare ad essere protagonista».


«GRANDE CAPOLUOGO»
Iacovissi tra le priorità ha indicato il progetto del “Grande capoluogo”, quello di una città intercomunale per la gestione integrata dei servizi. «Un altro obiettivo è ridurre le distanze tra i quartieri con l’introduzione di una “carta dei servizi minimi garantiti”» ha detto. Sull’intesa saltata con le altre anime del centrosinistra ha affermato: «Non c’erano le condizioni per l’unità. Una coalizione si fonda sulla bilateralità, non è a senso unico. Andiamo avanti per la nostra strada, diamo alla cittadinanza un’occasione di cambiamento».

All’incontro hanno preso la parola anche Ivano Alteri (lista il Cambiamento), Pier Paolo Segneri per la civica, Ettore Togneri per Più Europa in collegamento telefonico e il segretario della sezione Psi Gerardina Morelli. Sono stati sottolineati, tra l’altro, due aspetti: l’unità della coalizione e «l’elemento di novità e di rottura con il passato» rappresentato dal Nuovo centrosinistra.

Ad aprire gli interventi è stato il leader dei socialisti, Schietroma: «Cinque anni fa il Pd ci chiese di fare un passo indietro e Iacovissi ritirò la candidatura. Ora non ci possiamo fermare, lo dobbiamo alla città per offrire un’ulteriore possibilità di scelta all’insegna del cambiamento». In sostanza in casa socialisti questa volta l’auspicio era che l’intero centrosinistra convergesse sulla candidatura di Iacovissi per intraprendere un percorso di rilancio unitario. Ma le distanze sono rimaste. «Servono persone e idee nuove, i candidati a sindaco usciti finora non sono certo volti nuovi. La politica deve lasciare spazio ai giovani, non solo a parole. E noi lo abbiamo fatto».

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