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Cassino, piste ciclabili tra degrado e polemiche

Cassino, piste ciclabili tra degrado e polemiche
di Alberto Simone
4 Minuti di Lettura
Giovedì 18 Agosto 2022, 11:14 - Ultimo aggiornamento: 11:21

Mentre è ormai pronto il percorso ciclabile e pedonale che dalla stazione ferroviaria conduce al Campus Universitario della Folcara, che a partire da settembre sarà certamente utilizzato da tanti studenti e docenti dell’Unicas che raggiungono Cassino in treno, bisogna fare i conti con l’abbandono delle piste già esistenti e che, quasi tutte, versano in stato di abbandono. Proprio a ridosso del Campus Universitario c’è la pista che collega la zona delle residenze dell’ateneo con il rettorato e le strutture dove si svolgono le attività didattiche: ormai da mesi versa nel degrado con scarsa manutenzione e poca cura del verde.

Non va assolutamente meglio in quella che è la pista ciclabile “storica” di Cassino. Quella che è sorta decenni fa, ancor prima che ci fosse una sensibilità così spiccata verso la mobilità sostenibile, così come nei giorni nostri. Una pista immersa nel verde della natura che costeggia il Rapido e l’arteria Lungofiume Madonna di Loreto. Un percorso ciclopedonale che è ben conosciuto non solo dagli abitanti di Cassino: è frequentato, non di rado, anche da cittadini residenti nei comuni limitrofi. Si presta alle passeggiate tra amici, alle corse, ai giri in bici, alle discipline sportive.

Per questo motivo il sindaco Enzo Salera aveva infatti inserito nel suo programma l’intenzione di illuminare la pista per renderla fruibile anche negli orari serali. Promessa mantenuta. Non solo. Dopo qualche mese è nato anche un percorso fitness: «Finalmente una delle aree più frequentate della nostra città, oltre ad essere fruibile anche nelle ore serali, dopo averla illuminata in virtù di un finanziamento del Ministero dello Sviluppo Economico, sarà dotata di un percorso fitness con attrezzature dedicate e utilizzabili all’aperto, oggi sono iniziati i lavori e dureranno circa una settimana. Il tratto interessato sarà di 1,5 km con 18 attrezzi dislocati lungo il percorso e dotati di area dedicata e tabelle illustrative. Non avremo più scuse per non fare un po’ di sano sport all’aperto» diceva esattamente un anno fa l’assessore ai Lavori pubblici Francesco Carlino.

LE POLEMICHE
A distanza di un anno, però, più di una ‘scusa’ per non frequentare la pista c’è eccome. Molti utenti registrano infatti come la vegetazione abbia invaso il percorso in vari punti. Taglio dell’erba non curato. L’impegno per l’illuminazione e il percorso fitness stridono con la scarsa manutenzione del percorso. In molti, infatti, evidenziano come la pista sia abbandonata proprio in questi giorni di maggiore affluenza e altri accendono i riflettori sulle carenze del percorso ciclopedonale per praticare alcune attività sportive: «Un asfalto pessimo per i rollerblade» commentano alcuni utenti. La scarsa manutenzione e cura del verde è ben evidente, del resto.

E le polemiche non sono finite: ci sono quelle per la corsia ciclabile. Il percorso ad anello è stato fatto partire simbolicamente dalla pista che costeggia il Rapido proprio per facilitare il collegamento con il centro. Ma a distanza di quasi due anni, di quella corsia che tante polemiche aveva suscitato sin dagli esordi, richiamando anche l’attenzione dei media nazionali, non resta praticamente quasi nulla. Resta difficile da vedere ad occhio nudo, con tutta la pericolosità che ciò comporta. Chi si aspettava una riverniciata prima dell’estate è rimasto profondamente deluso, tutto rimandato a settembre. Forse.

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