Frosinone calcio, il brand attrae investitori esteri. Si punta a costruire un club da Serie A innanzitutto fuori dal campo

Frosinone calcio, il brand attrae investitori esteri. Si punta a costruire un club da Serie A innanzitutto fuori dal campo
di Stefano De Angelis
4 Minuti di Lettura
Giovedì 12 Maggio 2022, 00:27 - Ultimo aggiornamento: 13 Maggio, 01:03


Gli obiettivi sono alti. A sorreggerli sono le ambizioni e la voglia di diventare una società modello e solida. Per questo, prima di provare a tornare nell’olimpo del calcio, bisogna completare il processo di rinnovamento e consolidamento del club. Una metamorfosi necessaria per compiere il definitivo salto di qualità e, soprattutto, per costruire un Frosinone da Serie A innanzitutto fuori dal campo. È il concetto su cui si è soffermato patron Maurizio Stirpe. Ha tracciato il bilancio della stagione appena conclusa, sottolineato le nuove mission e annunciato che investitori esteri sono attirati dal progetto Frosinone.

Ed ecco che il club di viale Olimpia, che di strada ne ha già fatta, è a un nuovo bivio: sguardo sempre più proiettato al domani con priorità rivolta a infrastrutture, assetto organizzativo ed espansione del brand. Sostenibilità economica, intesa anche come capacità di autofinanziamento, competenze, identità e internazionalizzazione sono le altre parole d’ordine.

A ciò si aggiunge un altro capitolo fondamentale, già sperimentato in quest’ultimo campionato, che sarà tra le fondamenta del Frosinone che verrà: puntare sui giovani calciatori. Una miscela di fattori che lo stesso patron ha definito «pilastri».

Per capire la strada intrapresa, significativo è stato uno dei passi di Stirpe: «Il calcio deve uscire dal paradigma di cinquant’anni fa, con il magnate che mette i suoi soldi nella società fino a quando si stanca e lascia il deserto. Serve, al contrario, una dimensione diversa, in cui gli investitori svolgono il loro ruolo e poi si affidano a chi ha la competenza organizzativa e la capacità di gestione. Bisogna rendere indipendente la sorte del Frosinone, sempre più staccata da quella degli azionisti». Una concezione in cui sono incluse tutte le aspettative di crescita, non solo quelle legate all’attività sportiva, che non deve condizionare. «L’obiettivo è restare nel mondo professionistico nel modo giusto. La Serie A non è l’obiettivo principale. Abbiamo il nostro progetto. L’importante non è il risultato, ma come si raggiunge» ha sottolineato.

Il patron ha fatto il punto con la consapevolezza di chi siede ai vertici societari. «Noi, rispetto ai tifosi, dobbiamo fare considerazioni diverse, dobbiamo valutare le situazioni con freddezza e arrivare alla sintesi giusta, con razionalità. Il club lo scorso anno è partito con un piano di rinnovamento. Si puntava allo svecchiamento e alla valorizzazione dei giovani, su quest’ultimo aspetto abbiamo anche patrimonializzato una parte di questo lavoro. Il club, inoltre, ha fatto un passo avanti importante e decisivo verso il risanamento finanziario, tanto che oggi siamo più tranquilli. Manca poco per chiudere i problemi che ci trasciniamo da tre anni per ripianare delle leggerezze fatte in buona fede. Entro un anno archivieremo questo processo. Sul fronte societario gli obiettivi sono stati raggiunti tutti, abbiamo compiuto un altro step di avanzamento».

Uno dei pilastri indicati da Stirpe è lo sviluppo del marchio Frosinone. «È un altro obiettivo centrato - ha sottolineato -. Abbiamo fatto progressi. Ora c’è molto interesse all’estero sul brand Frosinone. E non bisogna meravigliarsi se ci sono investitori stranieri interessati al Frosinone, se qualcuno è attratto per realizzare un’operazione di irrobustimento economico-finanziario o per collaborare e, dunque, sostenere i nostri progetti. Questo significa che il nostro marchio vale di più, anche grazie agli interventi di potenziamento sugli impianti di Ferentino e Fiuggi. Siamo diventati un punto di riferimento anche per gli investitori di tipo istituzionale. Tra le società che disputano i campionati minori, la nostra è quella che ha il miglior progetto in Italia».

E sulle infrastrutture il patron ha spiegato: «Su Ferentino spero che a breve ci diano la possibilità di operare. Mi piacerebbe chiudere l’intervento entro la fine della prossima stagione. È complementare con quello di Fiuggi per dare un’identità a tutto il movimento sportivo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA