Frosinone, il sogno a tinte azzurre per lo stadio "Benito Stirpe"

Frosinone, il sogno a tinte azzurre per lo stadio "Benito Stirpe"
di Stefano De Angelis
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Domenica 23 Gennaio 2022, 17:02 - Ultimo aggiornamento: 17:10

Il Frosinone punta così a una maggiore stabilità e solidità, non solo sul piano delle infrastrutture. L’obiettivo dichiarato da patron Stirpe è «riqualificare e rigenerare». Ma sullo sfondo c'è un sogno a tinte azzurre: si guarda alle nazionali giovanili di calcio.

Il progetto previsto per la “Città dello Sport”, collegato a quello predisposto per gli impianti della città termale, è l’inizio di una nuova dimensione sportiva e di club. «È complementare con quello di Fiuggi e rappresenta la spina dorsale che parte dallo stadio “Benito Stirpe”, trova il suo centro nella sede di Ferentino e il suo sfogo a Fiuggi, dove intendiamo realizzare la sede del settore giovanile, oltre a un centro che possa avere una valenza anche a carattere federale. Lo abbiamo chiamato progetto “Identità ciociara” - ha affermato Stirpe - perché il Frosinone è la squadra della nostra terra».

Già, perché i giovani sono un punto centrale della nuova strategia del Frosinone. E per questo c’è anche un altro traguardo da raggiungere: quello di far diventare lo stadio del capoluogo, un gioiello sul modello inglese, centro di riferimento per le partite delle nazionali giovanili di calcio. È uno dei passaggi sottolineati dal presidente durante la conferenza di Ferentino. «Non a caso - ha spiegato Stirpe - la finale di Supercoppa femminile (Juve-Milan, disputata l’8 gennaio) si è giocata a Frosinone». Segno che qualche passo è stato compiuto e che il club ha le idee chiare. Presto, dunque, la bomboniera di viale Olimpia potrebbe vestire anche l’azzurro.

C’è anche un’altra questione che il Frosinone intende sbloccare: è quella della realizzazione della strada d’accesso per i tifosi ospiti. «È incredibile che, dopo anni, ancora ci si trovi in una fase di stallo per una strada di 300 metri - ha detto Stirpe -. Nonostante tutto, resto fiducioso». Poi la provocazione: «Siamo pronti a costruirla noi, purché si esca dall’impasse».

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