Cassino, l'opposizione replica al sindaco Enzo Salera: «Hai la memoria corta»

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Domenica 13 Giugno 2021, 23:06 - Ultimo aggiornamento: 14 Giugno, 15:38

L’analisi dei primi 2 anni di amministrazione, illustrati dal sindaco in una conferenza in Comune, ha scatenato la dura reazione dell’opposizione, soprattutto nel momento in cui Salera ha toccato il nervo scoperto del dissesto finanziario, definendolo «un grave errore».

«Non avrei mai pensato - commenta Enzo Parmisano (Liberi e Forti)- che il sindaco avesse il coraggio di negare l’evidenza. Anche questa volta è stato capace di far passare la scelta più saggia che si potesse fare nel 2018, ovvero quella di dichiarare il fallimento conclamato del comune di Cassino, come qualcosa di sbagliato. Ma lui però ne beneficia quotidianamente. A base di quella scelta non c’era una intenzione politica ma, anzi, un obbligo consequenziale ad una relazione dei revisori dei conti e della ragioneria del comune che aveva accertato una massa passiva di quasi 45 milioni di euro, tra debiti certi ed esigibili e debiti potenziali».

«Mi piace ricordare - prosegue Parmisano - che all’epoca dei fatti il consigliere Salera attaccava il sindaco Carlo D’Alessandro dicendo che in realtà i dati erano gonfiati e che si stava facendo un dissesto per soli 7 milioni. All’epoca nessuno capiva questa differenza, ora tutto è chiaro. Evidentemente a furia di dirlo ci aveva creduto anche lui, ma allora non si capisce come mai, al termine della conferenza stampa, abbia snocciolato dati per i quali la somma dei debiti arrivi a quasi a 43 milioni. Dell’una, l’altra: o ha sbagliato prima o ha sbagliato durante la conferenza stampa».


LA DICHIARAZIONE DI DISSESTO - «E tutti sanno - prosegue Parmisano - che proprio grazie al bilancio di D’Alessandro e alla dichiarazione di dissesto è stato possibile portare a transazione i debiti, per coloro che accetteranno, nonché liberare il comune di Cassino dei lacci che gli impedivano sia le assunzioni che la sottoscrizione di mutui fondiari. Le casse del comune sono tornate in ordine grazie al dissesto finanziario e al bilancio stabilmente riequilibrato dell’allora sindaco D’Alessandro che Salera ha solo copiato e incollato. E, quindi, al di là del mero esercizio numerico, va ricordato che i debiti certo che ci sono. E se ci sono, come intendevano pagarli? Nemmeno loro lo sanno. Di certo il dissesto ha bloccato le azioni esecutive ed ha permesso di fare le transazioni. Che brutto quando la realtà viene travisata...» conclude Enzo Parmisano.


IL CAPOGRUPPO - E sull’analisi delle opere pubbliche, Franco Evangelista (Capogruppo della Lega in Consiglio) aggiunge:
«Trovo davvero sconcertante che il sindaco abbia voluto inserire lavori che sono stati eseguiti dalla struttura amministrativa grazie ai finanziamenti presi dalla precedente amministrazione. Gli unici meriti sono ascrivibili all’allora sindaco D’Alessandro perché gli oltre 4 milioni di euro, e non 5 come afferma lui, destinati alle scuole sono stati una scelta precisa e specifica di D’Alessandro.

Il restante milione è servito per la messa in sicurezza di via Madonna di Loreto, su cui nessuno era intervenuto in 60 anni, e per la Rocca Janula, ma in questo caso il sindaco ha omesso di dire che, dopo 2 anni, ancora non sono partiti i lavori per loro incapacità. Ma è sulla manutenzione che non è possibile tacere oltre. Sono stati capaci di abbandonare intere porzioni di territorio, senza che venissero prese in minima considerazione le lamentele dei cittadini. Capisco che sia una sua prerogativa, e della sua amministrazione, prendersi meriti che sono di altri, ma questa volta sta veramente esagerando».

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