L'addio a Morricone, sangue ciociaro che ha incantato il mondo

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Nato a Roma, Ennio Morricone aveva sangue ciociaro.
Di Arpino erano i nonni paterni, del quartiere Colle, precisamente. Gente umile, che forgiò il piccolo Ennio insegnandogli la semplicità e la modestia, ma soprattutto l’amore per la musica.
E con la sobrietà e la musica nel cuore, la sua vita è rimasta legata in maniera così forte alle tradizioni ciociare da non essere minimamente scalfita dal respiro internazionale della sua esistenza. 
Ciociaria e musica sono anche le basi su cui s’impegnò, come padre fondatore, del Conservatorio «Licinio Refice» di Frosinone.
Lo volle vedere realizzato, operativo e aperto ai giovani. E  lui stesso ne è stato richiestissimo ospite-docente. 
E sempre lui ha inaugurato l’auditorium intitolato al suo amico «Daniele Paris»: era il 10 dicembre 2016. 
Ma il richiamo della Ciociaria era sempre forte, e spesso tornava nella «sua Arpino» che lo ha insignito della cittadinanza onoraria proprio sotto la statua di Cicerone.
Negli anni, il legame con questa terra si è rafforzato grazie alla sua pianista prediletta, Gilda  Buttà, docente presso il Conservatorio di Frosinone, ma, soprattutto, concertista dalla personalità eclettica  e grande interprete di colonne sonore per il cinema. L’incontro tra Morricone e Buttà segna una svolta per entrambi.
E’ lei a suonare la colonna sonora originale de “La leggenda del Pianista sull’Oceano” di Tornatore.
E lui si fidava solo di lei. Delle sue mani. E all’estro di Gilda Buttà, Morricone ha affidato tutte le interpretazioni delle sue più straordinarie composizioni.
«E’ un momento molto particolare - ha detto Gilda Buttà, appena avuta la notizia della morte del “maestro” - Non ho parole per descrivere quanto grave sia questa perdita. Per la musica, per il cinema, per la Cultura del nostro Paese. La sua umiltà, il suo estro, le sue capacità mi mancheranno. Ci mancheranno».

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