Insegnamento/Concorsone:
le attese di 5 mila laureati

Martedì 5 Febbraio 2019
Sono oltre 5 mila i neo laureati della Ciociaria che aspettano il maxi concorso per l’insegnamento. 
Ma oggi, con le nuove norme, come si diventa insegnante?
Quali sono le nuove regole di reclutamento dei docenti?
Domande alle quali gli aspiranti insegnanti potranno avere una risposta giovedì, alle 9,30, in un incontro presso il Campus dell’Università di Cassino, alla Folcara. Un seminario organizzato dalla Cisl-Scuola che sarà moderato da Francesco Cuzzi (segretario generale regionale Cisl Università), con gli interventi del rettore Giovanni Betta, del Segretario Generale Provinciale Cisl Ust, Enrico Capuano e della professoressa Maria Rosaria Villani, presidente dell’Irsef-Irfed Lazio.
Quindi si entrerà nella fase più attesa del seminario, ossia i cambiamenti nell’accesso alla professione e le nuove procedure di reclutamento: temi che saranno trattati da Carlo Ferrazzoli (segretario Generale Cisl Scuola Frosinone) e Ombretta Quattrocchi (della segreteria Cisl Scuola).
«E’ un incontro particolarmente atteso - spiega Carlo Ferrazzoli - perchè la laurea non basta più. Ma ci sono dei requisiti che oggi diventano fondamentali: non solo i 24 crediti formativi, ma anche percorsi di laurea attinenti all’insegnamento. E’ capitato, ad esempio, che laureati in Giurisprudenza non avessero mai sostenuti esami di “didattica” e, dunque, hanno dovuto integrare il loro percorso». Considerando che il “concorsone” (unico modo, oggi, di accesso all’insegnamento) si dovrebbe tenere prima dell’estate ecco che i tempi stringono. Da qui la forte attesa che c’è tra i giovani ciociari.
Ma quali saranno le cattedre che offriranno maggiori speranze di lavoro?
«Sicuramente quelle scientifiche - spiega Ferrazzoli -. Nella scuola dell’infanzia e in quella primaria diciamo che la copertura è più che sufficiente. Ma se consideriamo (per le medie e le superiori) materie come matematica, fisica o se consideriamo il “sostegno”, ecco che le prospettive diventano ben maggiori. In alcuni casi ci sono carenze del 50%».
Insomma, dopo anni di incertezze, supplenze, precariato e attese, ora si torna al concorso nella sua forma più tradizionale la cui graduatoria sarà valida per due anni. «Ecco perchè è importante prepararsi adeguatamente, sapendo che questa è l’unica strada di accesso - conclude Ferrazzoli -. E la Cisl sta impiegando tutte le sue forze proprio per accompagnare tutti i giovani ciociari verso questo percorso». Ultimo aggiornamento: 6 Febbraio, 18:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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