Inquinamento Valle del Sacco, si deve correre per non perdere i fondi ma lo stato delle attività è top secret

Inquinamento Valle del Sacco, si deve correre per non perdere i fondi ma lo stato delle attività è top secret
di Pierfederico Pernarella
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Martedì 18 Gennaio 2022, 09:57 - Ultimo aggiornamento: 19 Gennaio, 07:47

A quasi tre dalla firma dell'Accordo per la bonifica nel Sin Bacino del fiume Sacco, ora è corsa per non perdere i fondi. La data segnata in rosso è il prossimo 31 dicembre. Entro quel termine dovranno essere avviati gli interventi previsti dall'intesa firmata da Regione Lazio e Ministero dell'Ambiente (ora della Transizione ecologica), pena la revoca dei finanziamenti. La scadenza in realtà era la fine dello scorso anno (2021), ma a causa della pandemia c'è stata una proroga. Già, la pandemia. L'emergenza sanitaria in corso da due anni ha rallentato i procedimenti, ma da sola non basta a spiegare i notevoli ritardi.

E se ora undici mesi possono sembrare un'eternità, si è anche capito che il tempo ormai è diventato un concetto relativo per un'emergenza, quella della Valle del Sacco, che minaccia l'ambiente e la salute della popolazione da oltre 15 anni a questa parte senza che s'intraveda una luce in fondo al tunnel. L'accordo, firmato a marzo del 2019 tra Regione e Ministero, con uno stanziamento di 53 milioni di euro, doveva essere un punto di svolta. E così hanno assicurato puntualmente gli annunci fatti in questi anni, anche in piena pandemia. Il cronoprogramma stilato ai tempi della firma dell'accordo nel frattempo è completamente saltato. Ce n'è uno nuovo aggiornato con quanto fatto finora? Bella domanda.

Nell'ultima relazione sullo stato di avanzamento dei Sin (pubblicata a giungo sul sito web del Ministero della Transizione Ecologica) quello del Bacino fiume Sacco non viene nemmeno menzionato. Sul sito web della Regione Lazio era stata aperta una sezione dedicata al Sin, ma dopo l'attacco hacker (avvenuto ad agosto, sei mesi fa) non è stata più ripristinata.

Il vertice presso la Prefettura di Frosinone

Ieri per fare il punto della situazione si è svolto un vertice presso la Prefettura di Frosinone, promosso dalla sottosegretaria del Ministero della Transizione Ecologica, Ilaria Fontana (Movimento 5 Stelle). Al tavolo istituzionale hanno preso parte il capo dipartimento del Ministero Laura D'Aprile, l'assessore regionale all'ambiente Massimiliano Valeriani; il direttore generale della Regione Lazio Wanda D'Ercole e il neo Commissario straordinario per gli interventi di bonifica e messa in sicurezza della Valle del Sacco, Illuminato Bonsignore. Chi si aspettava la prima uscita pubblica di quest'ultimo è rimasto deluso. Bonsignore sarebbe ancora un quasi commissario, perché che non ha firmato il contratto per formalizzare l'incarico. A fare le spese delle pastoie burocratiche del Sin è anche chi è stato indicato a dirigerlo.

Il punto della sottosegretaria Ilaria Fontana

A fare un resoconto con la stampa è stata la sola la sottosegretaria Fontana, la quale si è detta soddisfatta per la scelta della Regione di nominare un commissario ad hoc «per velocizzare le attività» e «di ricorrere ad accordi quadro' per l'affidamento dei lavori di bonifica, attraverso l'accorpamento delle gare».

Ma a che punto sono i procedimenti? La Fontana ha fatto sapere che l'assessore regionale le ha consegnato una relazione su quanto fatto finora e si è impegnata a pubblicare il documento sul sito web del Ministero della Transizione ecologica, nella sezione dedicata alle bonifiche.
Solo così forse si potrà conoscere qual è ad oggi lo stato dell'arte del Sin ciociaro. Perché tra un annuncio stampa e l'altro, si moltiplica la confusione. Per dirne una: non si è avuta più alcuna notizia degli interventi di caratterizzazione dell'ex discarica di via Le Lame che secondo quanto annunciato dall'ex direttore regionale Flaminia Tosini, in un incontro promosso dall'allora presidente del Consiglio regionale Mauro Buschini nel dicembre del 2020, sarebbero dovuti iniziare a settembre 2021.

Analisi completate?

Ieri invece in una nota stampa l'assessore Valeriani ha fatto sapere che la Regione ha «completato la fase di studio e di analisi degli elementi inquinanti». A quale analisi si riferisca non si capisce. Si sa invece che le buste del bando di gara per l'analisi dei terreni che si trovano lungo il fiume Sacco (800 ettari interdetti dal 2008) dovevano essere aperte lo scorso 14 dicembre. Solo un mese fa. Quindi, ammesso che sia filato tutto liscio, è impossibile che nel frattempo, festività e pandemia comprese, il lavoro sia stato già avviato e persino completato.

 

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