Tifoso del Frosinone morto nello scontro in via Fabi, ora spunta un testimone

Ernesto Caperna
di Marina Mingarelli
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Domenica 13 Giugno 2021, 10:37 - Ultimo aggiornamento: 10:47

Incidente mortale in via Armando Fabi a Frosinone, spunta un testimone oculare. I carabinieri che stanno seguendo le indagini, hanno raccolto le sue dichiarazioni in merito alla sera del 22 maggio scorso, quando la Hyundai alla cui guida si trovava Ernesto Caperna, tifoso storico canarino di 53 anni, si è andata a scontrare frontalmente con una Audi Q2 condotta da un trentenne anche lui residente nel capoluogo ciociaro (e non dal padre di 61 anni come si era inizialmente ipotizzato).

Si tratta di una testimonianza fondamentale in quanto l'uomo, che quella sera maledetta stava percorrendo il rettilineo che porta all'aeroporto di Frosinone, potrebbe fornire informazioni precise circa la velocità mantenuta dalle due vetture e potrebbe indicare quale delle due auto ha invaso la corsia opposta. Al momento le indagini sono coperte dal segreto istruttorio.

Di certo si sa che domani mattina saranno tre i consulenti incaricati dalla procura di effettuare la perizia cinematica riguardo l'incidente frontale. Le indagini adesso si concentreranno sulla dinamica del sinistro stradale che è costato la vita ad Ernesto Caperna.

Fondamentale sarà accertare a quale velocità stavano percorrendo i due mezzi quel tratto di arteria che tra l'altro non presenta alcuna insidia. Per la cronaca va detto che l'incidente si è verificato dopo le 23. Un orario in cui a causa delle norme anticovid bisognava rispettare il coprifuoco. A dare un valido aiuto a tutta l'inchiesta i fotogrammi estrapolati dagli impianti di video sorveglianza di un distributore di benzina, di un magazzino che vende prodotti edili e di un bar ubicati lungo quel rettilineo e perfettamente funzionanti.

Intanto migliorano le condizioni di Marco Caperna il 20enne figlio del deceduto che la sera dell'incidente si trovava sul lato passeggero ( il giovane si trova ricoverato presso l'ospedale San Giovanni della capitale) e del nipotino di 8 anni che era stato ricoverato in prognosi riservata presso l'ospedale "Bambino Gesù" di Roma.
 

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