Inchiesta sulla Popolare del Frusinate, 38 posizioni nel mirino della Procura. La Banca: «Effetti per tutto il 2024»

Lunedì l’assemblea dei soci, la relazione del consiglio di amministrazione

INGRESSO La Banca popolare del Frusinate
di Giovanni Del Giaccio
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Sabato 25 Maggio 2024, 07:00

L’appuntamento è lunedì, quando a partire dalle 10 i soci della Banca popolare del frusinate saranno chiamati a deliberare il bilancio del 2023 e ad eleggere il consiglio d’amministrazione, i sindaci e i probiviri. Assemblea che si terrà non in presenza, ma attraverso un “Rappresentante fiduciario” come avveniva in epoca Covid e nonostante le richieste del “Comitato soci Bpf 2024” che si è costituito all’indomani dell’indagine che ha interessato l’istituto di credito nel febbraio scorso. Comitato che ha chiesto una serie di chiarimenti, in particolare rispetto alle conseguenze dell’inchiesta e al valore delle azioni proprie dell’istituto. Un capitolo della bozza di bilancio fornita ai soci è dedicato proprio all’indagine, tra gli “eventi di rilievo” dopo la chiusura dell’esercizio finanziario 2023.

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LE INDAGINI

Il consiglio di amministrazione non ha dubbi, quanto avvenuto è di «una rilevanza ed una gravità di tale intensità i cui effetti si produrranno almeno per tutto il corrente esercizio 2024 sulla vita della nostra Popolare con effetti economici e patrimoniali di non scarso impatto ed un vulnus sul profilo reputazionale della Popolare». Poche righe dopo, però, si afferma quello che sin dal momento successivo agli arresti viene ripetuto: «La situazione patrimoniale della nostra Banca ha capacità e consistenze, grazie ai risultati raggiunti nel corso degli anni, da permetterci di affrontare le difficoltà correlate all’evento in commento con serenità e certezza di un loro certo e sicuro superamento». Nella relazione firmata dal presidente, Domenico Polselli, vengono riassunte le misure adottate nei confronti delle persone indagate e a tutela dell’istituto, si dà conto dell’attività di vigilanza della Banca d’Italia, vengono resi noti alcuni dati finora non emersi dalle carte dell’inchiesta.

GLI ACCERTAMENTI

Ad esempio che sono 38 le posizioni al centro delle richieste avanzate dalla Procura all’istituto con il cosiddetto “ordine di esibizione”. Ma anche che «la struttura deputata agli adempimenti in materia di antiriciclaggio nel lasso temporale dal 2020 al 2022 aveva inoltrato 8 segnalazioni di operazioni sospette che vedevano coinvolte talune delle società oggetto di indagini penali» ma senza « alcuna corresponsabilità delle strutture e delle funzioni della Popolare nelle vicende oggetto di indagini». Ricordiamo che, secondo l’accusa, alcune società e imprenditori avrebbero beneficiato di trattamenti di favore nell’erogazione di mutui e prestiti e anticipazioni ritenute sospette sul bonus 110%.

LE GARANZIE

«Sulla base di un prospetto predisposto dalle competenti strutture della Banca con riferimento alle esposizioni in essere nei confronti delle società indagate ed agli accantonamenti già effettuati, veniva deliberato un accantonamento prudenziale di circa 13 milioni di euro, pari a circa il 35% delle esposizioni, per fronteggiare i rischi di presumibile insolvibilità correlati al blocco di attività delle società indagate ed in relazione ai provvedimenti di sequestro adottati sui beni delle stesse, al fine di assicurare tutti gli interlocutori della Banca sulla valutazione di stabilità e solvibilità della Popolare». Detto questo c’è anche «piena consapevolezza che occorrerà profondere ogni sforzo per tenere indenne la Banca dagli effetti che le indagini penali hanno inevitabilmente prodotto sotto taluni profili aziendali». L’istituto, infine, chiude con un utile di esercizio pari a 10.655.202 euro, in calo rispetto al 2022

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