Frosinone. Immigrati allo Scalo,
rissa e tensioni: cittadini mobilitati

Martedì 15 Ottobre 2019 di Pierfederico Pernarella
Poco dopo le 17 Dheni Paris ci invia un messaggio: «Ennesima rissa in questo momento ai giardinetti della Stazione». Erano una decina di extracomunitari, racconta una donna sul gruppo Facebook Noi che amiamo Frosinone. In quel momento nel parco c'erano anche dei bambini, i facinorosi sono scappati prima dell'arrivo delle forze dell'ordine. Nemmeno a farlo a posta, nei giardinetti dello Scalo, tre ore prima, avevamo incontrato Dheni: «Questa è una polveriera», aveva detto.
LA BATTAGLIA DEL COMITATO
Dheni, tornato a Frosinone da circa un anno dopo aver vissuto a Santo Domingo, si è messo a capo di un comitato di cittadini per denunciare il degrado dei giardinetti.
«In tanti hanno paura, in pochi ci vogliono mettere la faccia. Così con un gruppo di amici abbiamo pensato che era il momento di intervenire - racconta Dheni -. Ci siamo fatti sentire per la pulizia, abbiamo fatto murare gli ingressi dello stabile ex Cotral abbandonato, poi è iniziata la battaglia contro chi tra i migranti che stazionano qui tutti i giorni, delinque spacciando, bevendo birra, litigando, spaccando le bottiglie. Sono una minoranza, ma ci sono, e vanno allontanati. È una questione di civiltà e di rispetto per un quartiere troppo trascurato. Sono nonno di tre nipoti, e mi sento nonno di tutti i bambini di Frosinone che devono frequentare il parco senza il rischio di trovarsi in mezzo a una rissa. Ma che non lo vedi che in mezzo ai giardinetti non ci passa più nessuno, girano tutti intorno».
BIRRE, RISSE E SPACCIO
In effetti è così. Mentre parliamo con Dheni ci sono almeno una cinquantina di migranti. Gambiani, nigeriani, malesi. Qualche egiziano, per lo più minorenni. La situazione è tranquilla, ma spesso basta un nonnulla perché avvengano disordini. Colpa anche dell'alcol.
Ad un certo punto arriva anche un frusinate con una busta piena di Nastro Azzurro. A bere birra sono in tanti. Si comincia dalla mattinata e si va avanti per il resto della giornata. Quasi tutti le comprano in un negozietto gestito da bengalesi e in un altro gestito da africani. Niente di illegale, ma il particolare non sfugge ed è poco rassicurante. Soprattutto se si ripete tutti i giorni, a tutte le ore, in un parco giochi per bambini. «Nelle zone più appartate - racconta Dheni - si spaccia, si fuma hashish e si fanno bisogni senza troppi problemi».
Il comitato aveva tentato di avere un confronto direttamente con i migranti che frequentano il parco, ma non è andata bene.
I controlli delle forze dell'ordine, polizia e carabinieri, avvengono in maniera sistematica, ma le retate non bastano a fronteggiare una questione quotidiana di vivibilità, ancor prima di sicurezza.
L'IMPEGNO DI PIACENTINI
Sabato scorso il comitato ha organizzato una riunione ai giardinetti per far sentire la propria voce. I cittadini hanno chiesto l'applicazione del Daspo urbano. Per l'amministrazione comunale è intervenuto il presidente del Consiglio comunale, Adriano Piacentini. C'erano anche altri quattro consiglieri comunali: Vincenzo Savo, Fabiana Scasseddu, Marco Ferrara e Corrado Renzi.
Piacentini ha preso l'impegno di convocare al più presto un Consiglio comunale straordinario aperto ai cittadini dedicato agli immigrati e al caso Scalo. In quella sede, ha assicurato Piacentini, sarà lui stesso a interpellare il comandante della polizia locale per chiedere una presenza dei vigili urbani che finora è mancata e a contattare le cooperative che si occupano di accoglienza dei migranti.
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