ROMA

Presunti abusi sessuali sul set, il regista si difende: «Erano soltanto scene di film»

Lunedì 17 Agosto 2020 di Marina Mingarelli
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Claudio Marini

Accusato di violenza sessuale aggravata e continuata il “regista” di Frosinone Claudio Marini, respinge tutte le accuse. Il 13 agosto all’interno del carcere di Regina Coeli si è tenuto in video conferenza l’interrogatorio di garanzia. Alla presenza del suo legale di fiducia, l’avvocato Mario Di Sora, l’ideatore di tante kermesse di bellezza e sfilate di miss in Ciociaria, ha ammesso di conoscere le ragazze che lo hanno denunciato, così come ha ammesso di aver fissato degli appuntamenti per sottoporle a dei provini. Insomma, per provare scene di film. Ma non ci sarebbe stato, da parte sua, alcun comportamento illecito né avrebbe mai costretto le aspiranti attrici a consumare l’atto sessuale. 

Di diverso avviso, invece, le otto ragazze che lo hanno denunciato e che hanno fatto scattare l’inchiesta nell’ottobre scorso sui quei provini a “luci rosse”. Secondo quanto riportato nel capo di imputazione il “regista” (o meglio, selezionatore di aspiranti attrici) utilizzava nei confronti delle vittime lo stesso modus operandi. Al primo appuntamento si presentava con il nome di Alex Bell incaricato della “F.T. production “(soggetto giuridico inesistente) o incaricato della “Big Promotion Srl” (società non operativa). Quindi Marini tastava il terreno facendo leggere alle attrici le parti che avrebbe dovuto assegnare. Ma quelle scene hot voleva che venissero interpretate nella sua abitazione di via Trieste a Roma, sedute sul divano con lui accanto. 

Con la scusa di rendersi conto della capacità interpretativa delle attrici, si improvvisava anche lui attore e, dopo averle baciate, cominciava a palpeggiarle nelle zone intime. Il più delle volte accadeva che il regista, per paura che le giovani potessero scappare, chiudeva a chiave la porta. Da qui l’aggravante di averle private della libertà personale.

Con una di queste (che era riuscita a divincolarsi e che aveva preannunciato di denunciarlo) l’uomo per evitare di avere problemi le aveva offerto la parte da protagonista nel film che avrebbe dovuto dirigere. Tra le denuncianti c’è anche chi punta l’indice su Marini sostenendo di averla stuprata. 

Davanti al magistrato inquirente questa ragazza avrebbe riferito che il “regista” le aveva detto di immedesimarsi nella parte. E quando lei si era denudata ed infilata nel letto come recitava il copione, il 48enne l’avrebbe violentata. 

L’avvocato Mario Di Sora ha sostenuto però che da parte del suo assistito non c’era stata alcuna costrizione e che il rapporto sessuale era stato consumato con libertà perché l’attrice era consenziente. 

Al momento, il legale sta valutando se presentare ricorso al tribunale della Libertà o chiedere gli arresti domiciliari. Il “regista” frusinate (che deve di violenza sessuale aggravata e continuata) è alquanto delicata. 

Ultimo aggiornamento: 18:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA