Il papà di Willy: «Mio figlio
non è morto invano»

I funerali a Paliano
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Domenica 13 Settembre 2020, 02:40

Il cordoglio dell’Italia per la morte di Willy: il premier Conte e la ministra Lamorgese ai funerali del 21enne di Paliano pestato a morte una settimana fa. Ieri a Paliano, con il saluto a Willy Monteiro Duarte, il cuoco 21enne assassinato dalla violenza brutale del branco solo per aver voluto difendere un amico, è stata scritta una pagina indelebile di dolore collettivo. Scortato da tre auto della polizia locale di Paliano, Colleferro e Artena, il feretro è partito alle 9 dal policlinico di Tor Vergata dove, nei giorni scorsi, era stata eseguita l’autopsia sul corpo di Willy. Intanto, fin dalle prime ore del mattino, via Palianese Sud, l’arteria dove è ubicato il campo sportivo comunale che ha ospitato i funerali, è stata presa d’assalto da migliaia di persone accorse anche dai Comuni limitrofi. Il tappeto verde del rettangolo di gioco, dove erano state posizionate 1300 sedie, e le tribune della struttura sportiva non sono riuscite a contenere la folla che è rimasta fuori fino al termine della cerimonia, per applaudire il passaggio della salma. Il colpo d’occhio, entrando nel campo sportivo intitolato al calciatore palianese prematuramente scomparso Piergiorgio Tintisona, era catturato dalle migliaia di magliette e camicie bianche che la famiglia di Willy ha invitato tutti a indossare come simbolo di purezza. 
LA TRADIZIONE
Il bianco è stato il colore che ha fatto da sfondo al funerale di Willy, perché così vuole la tradizione a Capo Verde, le sue origini, quando muore un giovane. Anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, con il presidente della Regione Nicola Zingaretti e la ministra Luciana Lamorgese, hanno rispettato il bianco per ribadire che l’Italia è con la famiglia di Willy. Lo ha detto chiaramente Conte dopo avere abbracciato i genitori del ragazzo, mamma Lucia e papà Armando, e poi la sorella Milena: «L’Italia è con voi, vi vuole bene». 
Il primo, fragoroso, applauso è stato per loro quando hanno fatto il loro ingresso nell’impianto sportivo. «Quando busserò alla tua porta avrò amato tanta gente, avrò amici da ritrovare, e nemici per cui pregare» hanno cantato i quattro cori riuniti della parrocchia di S. Andrea Apostolo mentre il feretro veniva sistemato sul palco. La mamma, raccolta in un dolore straziante, è rimasta con le mani giunte in preghiera per tutta la durata della Messa. Le ha aperte solo alla recita del Padre Nostro in segno di fiducia e di abbandono alla volontà di Dio. Nell’omelia il vescovo di Tivoli e Palestrina (Paliano è diocesi di Palestrina) Monsignor Mauro Parmeggiani, per sottolineare il gesto di Willy , ha ricordato le parole del Vangelo di Giovanni «Non c’è amore più grande di questo: dare la vita per gli amici!».
«Willy – ha proseguito Parmeggiani che ha celebrato insieme al vescovo di Velletri-Segni, Monsignor Vncenzo Apicella - ora è nelle mani di Dio».
Parmeggiani ha dedicato un passaggio dell’omelia all’insegnamento lasciato da Willy: «L’uomo deve tornare a Dio. Senza di Lui non c’è sorriso nel cuore e sul volto, non c’è amore per l’altro, non c’è vera carità, non c’è rispetto per l’uomo, tutto l’uomo, per ogni uomo!” 
Il presidente Conte ha affidato a Facebook il suo pensiero su questa triste vicenda: «A Willy abbiamo rivolto, oggi, il pensiero commosso di un Paese intero. A Paliano, l’intera comunità ha chiaramente affermato che non c’è violenza capace di sopraffare l’esempio di una vita generosa. Teniamolo a mente e facciamo tesoro della forza di questo messaggio».
Dense di significato, le parole di papà Armando: «Mio figlio - ha detto all’ambasciatore di Capo Verde Jorge José de Figueiredo Goncalves che lo ha riferito lasciando l’abitazione - non è morto invano». Tanti palloncini bianchi liberati tra la commozione di una città intera. 
 

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