I testimoni: «Willy è morto per difendere il suo amico»

Il luogo dell'aggressione
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Lunedì 7 Settembre 2020, 01:50 - Ultimo aggiornamento: 18:13

«Poteva esserci chiunque al posto di Willy, è morto per aver cercato di mettere pace, per la sua bontà d’animo». C’è commozione ma anche rabbia, sdegno, sconforto e preoccupazione nelle parole di Vincenzo R., il papà di uno dei tre amici che erano insieme a Willy Monteiro Duarte, il 21enne di Paliano brutalmente ucciso a Colleferro alle 2.30 circa della notte tra sabato e domenica. 
«Erano usciti da un locale, avevano attraversato la strada e stavano andando a prendere l’automobile per tornare a casa quando Willy – continua il racconto del padre di uno dei testimoni dei tragici fatti – si è voltato e ha riconosciuto un suo ex compagno di scuola in mezzo a un gruppetto di ragazzi che stavano discutendo animatamente. Si è avvicinato con l’intento di calmare gli animi ma non ha nemmeno finito di pronunciare la frase “Cosa state facendo?” quando da una Audi Q8 arrivata in quel momento sono usciti in quattro e hanno cominciato a tirare botte a chiunque era a tiro».
La notizia a Paliano è arrivata nelle prime ore di ieri mattina. I carabinieri si sono recati a casa della famiglia di Willy che viveva in Via Mola del Casale con la madre Lucia, il padre Armando, e la sorella diciannovenne Milena. La madre è stata l’ultima della famiglia ad averlo visto vivo. Willy, infatti, sabato sera, dopo aver lasciato l’albergo di Artena dove lavorava come aiuto cuoco (era diplomato all’alberghiero di Fiuggi) è tornato a casa, ha salutato la mamma con un bacio ed è andato a Colleferro con gli amici. Da ieri in quella casa regna la disperazione, non si sentono che pianti. 
L’INFANZIA
Era piccolo Willy quando Lucia e Armando sono arrivati a Paliano da Capo Verde. Hanno abitato dapprima in un casale lungo la statale Prenestina prestando servizio in un’azienda agricola; poi si sono spostati nella casa dove Lucia ha fatto da badante per tanti anni a una signora e lì sono rimasti. Davanti a quel cancello da ieri è un via vai di parenti, amici, conoscenti. 
La zia di Willy aggiunge: «Era un ragazzo di altri tempi, noi per scherzare lo chiamavamo “vecchio” per i suoi modi gentili ed educati. Lo so che si tende sempre a parlare bene di chi ci lascia - dice tra le lacrime – ma Willy era davvero una persona speciale, sempre col suo grande sorriso sulle labbra».
LE REAZIONI
Tra le prime reazioni quella del sindaco di Paliano, Domenico Alfieri, che ieri sera con Pierluigi Sanna e Felicetto Angelini, sindaci di Colleferro e di Artena, il paese degli aggressori, hanno deposto fiori nel luogo in cui è morto il giovane palianese. Con loro c’erano anche gli amici di Willy. «Sconforto e disperazione. Questo è quello che prova in questo momento la nostra città per la perdita del nostro Willy» ha dichiarato Alfieri. Oggi verrà proclamato il lutto cittadino. Paliano è rimasta letteralmente scossa. Dimostrazioni di cordoglio e di affetto sono arrivate dall’opposizione consiliare, dai sindaci dei Comuni limitrofi, dalla Pro Loco, dalla Protezione Civile, da titolari di attività commerciali che ieri sera sono stati chiusi in segno di lutto, dai gruppi facebook di Paliano, dall’alberghiero di Fiuggi che si è stretto intorno alla famiglia con un post in cui ricorda Willy «sempre sorridente, in sala, fiero della divisa, innamorato della A.S. Roma».
Il parroco di S. Andrea Apostolo a Paliano, Don Paolo Baldo, ha solo affermato di conoscere e stimare la famiglia del ragazzo da lui considerato mite, socievole e non incline a comportamenti trasgressivi. Centinaia i messaggi sui sociali dove ognuno ha voluto lasciare un pensiero.
In un gruppo facebook di Paliano sono state avanzate anche alcune iniziative come l’autotassazione tra i palianesi per “fare veramente giustizia” assicurando alla famiglia “un avvocato o un pool di avvocati all’altezza”, o come quella di Christian che ha proposto di organizzare una fiaccolata per chiedere giustizia per Willy. 
 

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