Certosa di Trisulti, i seguaci di Bannon lasciano il monastero: oggi l'arrivo dei funzionari del Ministero per l'inventario dei beni

La certosa di Trisulti
di Andrea Tagliaferri
3 Minuti di Lettura
Lunedì 26 Luglio 2021, 02:55 - Ultimo aggiornamento: 15:20

Oggi la Certosa di Trisulti tornerà al Ministero. L’associazione Dignitatis Humanae Institute, legata l’ideologo dell’ultradestra americana Steve Bannon e vincitrice della concessione poi revocata dal Mibac, eseguirà quanto contenuto nell’atto che intima la riconsegna del bene, pena l’intervento della Forza Pubblica.

Sebbene, infatti, il presidente del DHI, Benjamin Harnwell, affermi ancora che per uno sfratto vero e proprio sarebbe necessario un ordine emesso da un giudice, non la sola sentenza del Consiglio di Stato e neanche l’ok del Prefetto, probabilmente le pressioni e gli eventuali problemi che scaturirebbero da un rifiuto lo hanno convinto a demordere. 

Sono ormai diversi giorni che gli abitanti di Collepardo hanno notato movimenti davanti al monastero, che paiono essere forieri di un trasloco che, a quanto si sa, avverrebbe proprio oggi con un incontro ufficiale con i funzionari del Ministero incaricati di fare l'inventario dei beni e di firmare un apposito verbale di riconsegna. Questo ultimo atto nasce dalla sentenza che, oltre quattro mesi fa, il Consiglio di Stato ha emesso esprimendosi definitivamente sulla lunga vicenda legale e burocratica che ha investito l’antico monastero di Collepardo.

I giudici della massima corte di giustizia amministrativa, infatti, hanno deciso che l’atto di annullamento della concessione da parte del Mibac è legittimo e, pochi giorni fa, hanno anche respinto l’ultimo tentativo dell’associazione sovranista per allungare i tempi, con una richiesta di sospensiva degli effetti della citata sentenza di marzo. In realtà la vicenda, anche se la Certosa tornerà nelle mani del Mibac, è ben lungi dall’essere conclusa.

Sul fronte legale ancora da chiarire gli aspetti penali legati alle dichiarazioni e ai documenti consegnati dal DHI in sede di gara pubblica. Alcuni di questi atti, infatti, per lo più autocertificazioni, sono stati giudicati in parte falsi o illegittimi dal Ministero e dalle associazioni ricorrenti e suffragati dalla sentenza del Consiglio di Stato. Dall’altra parte rimane in piedi anche il ricorso in Cassazione fatto dai sovranisti per difetti di giurisdizione e competenza dal momento che Harnwell e i suoi avvocati hanno ribadito più volte, tra le altre cose, che non potesse essere la giustizia amministrativa ad esprimersi sulla falsità della documentazione.

Per il futuro della Certosa, l’unica novità al momento rimane la fondazione della rete associativa “Trisulti Bene Comune” che ha radunato sotto una aggregazione formale tutti gli attori coinvolti nella lunga battaglia contro il DHI iniziata con la petizione popolare, proseguita con ben due marce popolari e terminata nella battaglia legale portata avanti gratuitamente dallo studio Ianni-Spirito di Frosinone al fianco dell’Avvocatura di Stato. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA