Giornata della Memoria, l'assessore No Vax: «Leggi razziali come quelle contro i non vaccinati»

Giornata della Memoria, l'assessore No Vax: «Leggi razziali come quelle contro i non vaccinati»
di Marco Barzelli
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Giovedì 27 Gennaio 2022, 16:38 - Ultimo aggiornamento: 29 Gennaio, 08:33

Un anno fa scatenò un putiferio il post “Il vaccino rende liberi” su Auschwitz. Quest’anno è la volta della vignetta in cui è “vietato l’ingresso ai cani e non vaccinati”. L’uno era stato condiviso dal consigliere di Frosinone Marco Ferrara, civico ma tesserato con FdI, scatenando le proteste e diventando un caso nazionale. Polemiche a non finire anche per quello ripreso via social ieri, la Giornata della memoria dell’Olocausto, dall’assessore alla Cultura di Ceccano Stefano Gizzi. A scagliarsi immediatamente contro il delegato della Lega, no vax e green pass, è stato il movimento giovanile di centrosinistra Progresso Fabraterno. «Il 27 gennaio 1945 - premette movimento presieduto da Francesco Ruggiero - le truppe dell’Armata Rossa entrarono nel campo di Auschwitz liberandone i prigionieri e trovandosi davanti ad uno spettacolo raccapricciante e disumano».

Tutto accaduto dietro a un cartello con su scritto “Il lavoro rende liberi”, tanto per richiamare brevemente il precedente parallelo tra un campo di concentramento e la campagna vaccinale anti Covid. Alla stregua di una delle leggi razziali contro gli ebrei, a detta dell’assessore Gizzi, sarebbe invece il divieto di ingresso ai non vaccinati nei locali pubblici. «Nel giorno in cui si commemora questa tragedia - lamenta Progresso Fabraterno - si permette di paragonare il provvedimento del green pass alle misure di ghettizzazione, ai campi di concentramento e alle leggi razziali della Germania nazista oltraggiando la memoria di quelle vittime innocenti».

I giovani di sinistra, vicini ai consiglieri di opposizione Emanuela Piroli e Andrea Querqui, hanno preteso seri provvedimenti contro Gizzi da parte della Giunta di centrodestra guidata dal sindaco FdI Caligiore. Ad arrivare, invece, sono le giustificazioni di Gizzi: «Ho condiviso una vignetta amara, ma assolutamente rispettosa del dramma vissuto dagli Ebrei. Al contrario, è vergognosa la solita polemica meschina e mistificatrice dei giovani vecchi di Progresso Fabraterno, che speculano e travisano i miei intendimenti per loro piccole motivazioni politiche».

Poi rincara la dose: «Sono convinto - afferma Gizzi - che fra la prima fase delle discriminazioni subite dagli Ebrei negli anni Trenta e le scandalose discriminazioni imposte oggi per motivazioni che non hanno nulla di sanitario vi sia, purtroppo, una correlazione». Ieri, di contro, la deposizione di una corona di fiori nel cimitero comunale da parte del coordinamento politico de Il Coraggio di Cambiare. La coalizione guidata dalla Piroli, nell’occasione, ha ricordato anche e soprattutto i nove ceccanesi deportati e deceduti nei lager nazisti: Felice Alternati, Domenico Battista, Vitaliano Calenne, Pietro Antonio Ciotoli, Michele Di Mario, Giovanni Mastrogiacomo, Alberto Misserville, Vittorio Morrone e Guido Natalino Rispoli.

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