Omicidio di Serena Mollicone, focus sulle prime indagini. Oggi terza udienza in Corte d'Assise

Omicidio di Serena Mollicone, focus sulle prime indagini. Oggi terza udienza in Corte d'Assise
di Vincenzo Caramadre
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Venerdì 11 Giugno 2021, 09:17 - Ultimo aggiornamento: 13:24

Giallo di Arce, oggi la terza udienza dibattimentale dinanzi alla Corte d’Assise del Tribunale di Cassino. Finora sono stati sei i testimoni che hanno ripercorso in aula le prime ore della scomparsa di Serena Mollicone, avvenuta la mattina del primo giugno 2001, fino al tragico ritrovamento del 3 giugno 2001.

Il pubblico ministero Beatrice Siravo ha convocato sul banco dei testimoni Giuseppe Pizzo (all’epoca in Polizia di Stato), il quale sarà escusso sugli accertamenti effettuati, in particolare sul passaggio delle indagini dai carabinieri alla polizia. Ma anche sull’ispezione dell’auto Y10 di Marco Mottola del 13 giugno 2001, sul decreto di ispezione a carico di Carmine Belli del 6 giugno 2002 (eseguito tra il 12 e il 13 giugno 2002) con il rinvenimento del talloncino strappato con l’intestazione del dentista e del nastro adesivo marca ghost. Saranno ascoltate anche Laura Patriarca (sulle sit riguardanti le ricerche del cellulare di Serena) e Katia Abballe sulle sit agli atti del pm Siravo.

I testimoni sentiti sinora appartengono al gruppo del troncone che la procura ha definito delle Prime Indagini. Alla prossima udienza si concluderà con Carmine Belli. Il secondo troncone, definito della Riapertura delle Indagini e i rapporti tra Serena Mollicone e Marco Mottola, si aprirà con la testimonianza del maresciallo Gaetano Evangelista e proseguirà con 17 testi. C’è poi la parte in cui verranno affrontati gli accertamenti tecnici sulla caserma e il suicidio del brigadiere Santino Tuzi, in questo caso i testi sono 13. 

Per le nuove indagini, quelle riaperte il 15 gennaio 2016 dopo l’opposizione all’archiviazione avanzata da papà Guglielmo Mollicone e dall’avvocato Dario De Santis, ci sono 13 testi tra essi la professoressa Cristina Cattaneo del Labanof di Milano, la quale ha ritenuto compatibile il segno di rottura trovato sulla porta e la ferite sul capo di Serena. Tre testi per il troncone Persone presenti in caserma la mattina del primo giugno 2001. 

Nove testimoni per affrontare i Nuovi accertamenti sulla porta rotta e sulla caldaia dell’appartamento a locazione privata. Altri dodici testi per affrontare la questione legata alla presunta falsità di due ordini di servizio redatti il primo giugno 2001. Gli ultimi due tronconi della lunga lista redatta dal Pm Siravo vedranno comparire otto testimoni, i carabinieri in servizio nella caserma di Arce nel 2001 e gli accertamenti per individuare il veicolo utilizzato per il trasporto del cadavere. Proprio su quest’ultimo aspetto, l’occultamento di cadavere in occasione del ventennale della morte di Serena, la sorella Consuelo aveva lanciato un appello.

«Chi sa parli, è giunto il momento di andare fino in fondo», aveva detto. Nel processo in corso, come noto rispondono di concorso in omicidio volontario l’ex comandante della stazione dei carabinieri di Arce Franco Mottola, suo figlio Marco e sua moglie Anna Maria. L’ex luogotenente Vincenzo Quatrale risponde, invece, di concorso morale e d’istigazione al suicidio del brigadiere Santino Tuzi. Francesco Suprano, invece, è finito a processo per favoreggiamento nei confronti dell’ex maresciallo Mottola.

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