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La compagna lo accusa: «Violentata con nostra figlia in casa». Scatta il divieto di avvicinamento

La compagna lo accusa: «Violentata con nostra figlia in casa». Scatta il divieto di avvicinamento
di Pierfederico Pernarella
3 Minuti di Lettura
Lunedì 15 Agosto 2022, 09:10 - Ultimo aggiornamento: 16 Agosto, 08:44

«Mi ha costretta ad avere un rapporto sessuale, ho assecondato il suo volere solo perché c'era nostra figlia di 4 anni in casa e non volevo che si accorgesse di quanto stesse accadendo». Questo il racconto che ha spinto il gip del Tribunale a firmare, su richiesta della Procura, il divieto di avvicinamento alla convivente nei confronti di un artigiano di 29 anni residente in Comune del centro-sud della provincia. L'uomo dovrà tenersi a distanza dall'abitazione e dai luoghi frequentati dalla compagna. La donna lo ha accusato di maltrattamenti e violenza sessuale. Nei prossimi giorni l'indagato sarà ascoltato dai magistrati.

La coppia conviveva da 5 anni e dalla relazione è nata anche una bambina che ora ha 4 anni. Tra i due non c'era stato alcun problema, ma dall'inizio di quest'anno era cambiato qualcosa. Stando a quanto riferito dalla donna, che ha 25 anni, il compagno avrebbe cominciato ad avere nei suoi confronti un atteggiamento rancoroso.

Prima gli insulti gratuiti, poi l'accusa di essere una nullafacente e non sarebbero mancate nemmeno le scenate di gelosia. Col passare del tempo però i comportamenti dell'uomo sarebbero diventati sempre più aggressivi e in qualche dalle offese sarebbe passato alle mani. Non si sarebbe trattato di episodi isolati, tanto che la donna, temendo anche per la figlia, nei mesi scorsi ha deciso di presentato una denuncia ai carabinieri. Questo però avrebbe ancora di più indispettito il 29enne: «Non dovevi farlo, la pagherai».

L'ULTIMO EPISODIO

Poi nei giorni scorsi, nel corso dell'ennesimo litigio, la situazione, stando alla denuncia della donna, sarebbe degenerata. L'uomo, in pieno giorno, avrebbe costretto la donna ad avere un rapporto sessuale contro la sua volontà.

La 25enne, nel racconto fornito agli inquirenti, ha spiegato che si sarebbe vista obbligata ad assecondare le richieste dell'uomo perché in casa c'era anche la figlia di 4 anni e non voleva che la bambina assistesse all'ennesima scenata violenta del padre. Dopo la denuncia ai carabinieri, la Procura ha chiesto gli arresti domiciliari, ma il gip ha ritenuto opportuno che allo stato, per tutelare la donna, potesse essere sufficiente il divieto di avvicinamento.

Nei prossimi giorni l'uomo, difeso dall'avvocato Nicola Ottaviani, sarà interrogato. L'artigiano nel frattempo ha presentato una controdenuncia sostenendo di essere stato aggredito fisicamente dalla compagna.
 

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